Repubblica Democratica del Congo: è strage di profughi del Burundi, ma il governo nega ogni responsabilità

Almeno 37 morti e oltre 100 feriti. E’ il bilancio delle violenze scoppiate in Congo sabato tra l’esercito regolare di Kinshasa e i profughi del Burundi in fuga dal PAese. Secondo testimonianze dirette l’esercito regolare congolese avrebbe aperto il fuoco sulla folla di rifugiati, ma il governo sostiene di aver ucciso combattenti irregolari e non profughi. L’onu ha formalmente chiesto l’apertura di un’inchiesta che chiarisca i fatti.

“E’ una situazione davvero grave – riferisce un testimone – abbiamo visto nostri fratelli uccisi come bestie. Il governo non dice nulla, come ve lo spiegate? Minacciano di ucciderci se non accettiamo di tornare in Burundi. Giustizia deve essere fatta”.

Sono almeno 400 mila i profughi burundesi che cercano rifugio in Congo a ccausa delle violenze scoppiate nel Paese dopo la decisione del Presidente Nkurunziza di correre per il terzo mandato consecutivo violando la Costituzione.

L’Onu ha di recente accusato il Burundi di crimini contro l’umanità per le persecuzioni nei confronti dell’opposizione.
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