Turchia: i giornalisti di Cumhuriyet restano in carcere

La giustizia turca ha confermato la detenzione dei giornalisti del quotidiano d’opposizione Cumhuriyet accusati d’attività terroristica, infliggendo un nuovo, duro colpo alla libertà di stampa nel Paese.

Il giudice del tribunale di Silivri, adiacente al carcere di massima sicurezza in cui sono detenuti 6 giornalisti della testata, ha anticipato che la decisione dovrà essere confermata in una nuova udienza, il prossimo 25 settembre.

“Sfortunatamente la situazione non fa che peggiorare mese dopo mese e Erdogan è riuscito a sopprimere il pluralismo e la libera stampa in questo Paese” ha detto Christophe Deloire, Segretario Generale di Reporter Senza Frontiere.

Per altri 17 dipendenti della testata è inoltre confermato il carcere preventivo. Gli arresti erano avvenuti tra novembre e dicembre dell’anno scorso.

“La Turchia detiene un record: quello del numero di giornalisti in carcere. Sono 170. Chiunque non sia schierato con il governo è considerato un terrorista. Ti possono accusare d’appartenere a una qualunque organizzazione terroristica. Il giornalismo, la libertà di pensiero e di parola sono sotto processo” spiega Erdem Gül, della redazione di Ankara di Cumhuriyet.

I giornalisti del quotidiano rischiano una condanna a 43 anni di reclusione per gli attacchi perpetrati contro il Capo dello Stato Recep Tayyip Erdogan, stando alla formulazione del tribunale.
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