Catalogna: i sindaci sfidano la Consulta, ma Barcellona non ci sta

Non ha firmato Ada Colau, sindaco di Barcellona. Con lei i primi cittadini di altre 5 grandi città catalane con più di 100mila abitanti. Non hanno aderito al decreto, firmato da 654 sindaci della Catalogna, che esprime il loro impegno a collaborare per l’organizzazione del referendum per l’indipendenza da Madrid fissato per il primo di ottobre ma che la consulta ha definito illegale. Ada Colau non vuole allinearsi al governo centrale ma non vuole neanche prendere alcuna decisione che potrebbe mettere in pericolo le istituzioni locali e i suoi ufficiali. La Corte Costituzionale, infatti, ha avvertito i sindaci catalani che qualsiasi attività a sostegno della consultazione referendaria potrebbe comportare sanzioni penali.

Il premier Mariano Rajoy è stato chiaro: “questo referendum non si terrà in alcun caso”, ha tuonato mente il capo procuratore dello stato spagnolo ha annunciato denunce penali contro il presidente catalano Puigdemont, il governo catalano e i membri della presidenza parlamentino che hanno messo ai voti la legge sul referendum. Alla polizia è stato ordinato di indagare su ogni azione “volta alla tenuta del referendum illegale”. La Guardia Civil ha già eseguito perquisizioni e controlli vicino a Tarragona, alla ricerca della tipografia che potrebbe stampare le schede per la consultazione.
Vedi l'originale