Judo: Mondiali, al Giappone la competizione a squadre miste

Mondiali di judo a Budapest, settimo ed ultimo atto.

Chiusura col botto per la competizione iridata, grazie alla gara a squadre miste, tenutasi per la prima volta nella storia.

Sei judoka per compagine, per un totale di 22 formazioni: un successo che trasforma uno sport individuale in uno di squadra.

Quanto al risultato, nessuno grida alla sorpresa per il successo del Giappone, che inanella così la medaglia d’oro numero otto, sconfiggendo in finale alla László Papp Arena, nella capitale ungherese, il Brasile, asfaltato con un 6-0 che non ammette repliche.

La competizione a squadre miste è stata intesa come prova generale in vista dell’inserimento nel programma olimpico di Tokyo 2020.

Marius Vizer, Presidente Federazione Internazionale Judo:

“Abbiamo assistito ad un grande Campionato del Mondo, soprattutto dopo i Giochi Olimpici disputati l’anno scorso a Rio: abbiamo una nuova generazione in arrivo e penso che siamo sulla buona strada per produrre la migliore generazione di judoka mai esistita, prima dei Giochi Olimpici di Tokyo; i Mondiali di Budapest hanno avuto un’ottima organizzazione a tutti i livelli, con una grande cornice di pubblico; tecnicamente il livello è stato molto buono, direi uno dei migliori che abbiamo mai visto, e secondo le nuove regole possiamo dire di aver preso le giuste decisioni; apporteremo alcuni piccoli aggiustamenti e, a partire da gennaio, regole arbitrali verranno utilizzate per le qualificazioni olimpiche ed i Giochi Olimpici di Tokyo 2020”

Thomas Bach, Presidente Comitato Olimpico Internazionale:

“Il judo è molto importante come parte del programma olimpico, siamo veramente impazienti di vedere i Giochi Olimpici di Tokyo, in particolar modo per il judo; il Giappone è la patria di questo sport, così a Tokyo il judo giocherà un ruolo ancora maggiore all’interno della famiglia olimpica; io vinsi la mia medaglia d’oro alle Olimpiadi nella scherma a squadre, sicchè questa competizione a compagini miste ha un gusto speciale per me, ma allo stesso tempo è molto importante perché gli atleti individuali svilupperanno uno spirito di squadra e promuoveremo anche l’equità di genere”.

L’eclatante momento di giornata, per chiudere, è l’ippon messo in atto dal nipponico Takeshi Ojitani, medaglia d’oro nella categoria +90 kg, nella semifinale contro l’antagonista sudcoreano Kim Sung-Min.
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