Brexit, in salita i colloqui del terzo round di trattative

È iniziato in salita, ieri, il terzo round di trattative tra Londra e Bruxelles sulla Brexit. I negoziatori europei lamentano una preparazione poco accurata dei dossier da parte britannica. I nodi fondamentali restano ancora intatti, a cominciare dal futuro status dei cittadini comunitari in Gran Bretagna, ai nuovi accordi commerciali; dai confini tra Irlanda del Nord e Irlanda, al costo totale della Brexit.

Un clima che non stupisce il politologo francese Christian Lequesne: “La sostanza non è stata ancora discussa, ma secondo le indiscrezioni il partito conservatore potrebbe essere pronto ad accettare che Theresa May stringa l’accordo su una fattura da 40 miliardi di euro, che è pur sempre un progresso. Ma dal versante europeo si sa perfettamente che le cifre sono molto più elevate. Dunque bisognerà trovare un compromesso. Credo si tratti di un tema sensibile, perché in Gran Bretagna quando si parla di soldi pubblici da dare all’Europa subito scatta un controverso dibattito nella pubblica opinione. Non è la prima volta, ricordate negli anni Ottanta quando la Thatcher diceva “voglio indietro i miei soldi”, e i compromessi si sono raggiunti accettando i ribassi imposti da Londra”.

Secondo le previsioni della Commissione europea l’uscita costerà alla Gran Bretagna tra i 60 e i 100 miliardi di euro, e Bruxelles osserva che sul punto non vi è una posizione ufficiale di Londra.
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