I nuovi poveri in un'Europa che cresce

La crisi economica in Europa sembra essere quasi superata. Secondo i dati Eurostat, sono passati i giorni dei tassi di crescita in negativo. La disoccupazione è ancora relativamente alta ma si sta stabilizzando. In controtendenza tuttavia la povertà esiste ancora ed è in aumento. Ciò significa che quasi uno europeo su quattro sta attraversando un momento difficile: redditi bassissimi, esclusione sociale, nessun aiuto.

A farne le spese non sono solo gli anziani ma anche i bambini, il 27% di loro vive in famiglie povere. La povertà infantile ormai è un fenomeno in aumento anche nei paesi ricchi, come Francia, Germania o Regno Unito.

Una condizione che diventa un problema sociale se ci si verso il sud o l’est dell’Europa. Prendiamo il caso della Spagna, l’economia è cresciuta del 3,2% nel 2016 eppure quasi una persona su 3 vive in povertà, il che significa che il loro reddito raggiunge a mala pena gli 8000 euro l’anno. Siamo stati in Andalusia, dove quasi il 40% delle persone è indigente, la povertà infantile ha raggiunto la soglia del 44%. Dopo il reportage di Valerie Gauriat discuteremo di questo con un’esperta di politica sociale Monika Queisser, direttrice Politiche Sociali presso l’Ocse.

Il secondo reportage ci porta in Germania, un modello di crescita e stabilità, un paese che vanta uno dei tassi di disoccupazione tra i più bassi in Europa. Ma anche qui ci sono disuguaglianze nella distribuzione del reddito: il 20% dei tedeschi vive in una povertà relativa. Colpa della riforme del lavoro. Sempre più impieghi a tempo determinato e mal pagati. Hans von der Brelie ha incontrato alcuni lavoratori.
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