Che la Brexit abbia inizio: prima i diritti dei cittadini, poi le questioni commerciali

In vista di un divorzio difficile, Londra e Bruxelles partono da quella che, almeno per il momento, sembra essere la sola posizione condivisa: garantire i diritti dei cittadini. Lunedì David Davis e Michel Barnier hanno rivelato la tabella di marcia per l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea. Il ministro britannico ha ammesso che l’abbandono del mercato unico richiederà intensi negoziati commerciali:

“Poiché l’appartenenza al mercato unico richiede il mantenimento delle quattro libertà, il Regno Unito deve riprendere il controllo delle sue leggi e dei suoi confini. Lasceremo il mercato unico e lavoreremo per raggiungere un accordo di libero scambio e un accordo sulle dogane. Allo stesso modo, infatti, abbandoneremo l’unione doganale. Questi argomenti si applicano anche in questo caso, anche perché è l’unico modo per noi di concludere degli accordi di libero scambio con il resto del mondo e ciò è molto importante per il Regno Unito”.

Michel Barnier ha usato toni costruttivi dopo questo primo turno di trattative, volte a porre fine ad una relazione durata 44 anni. Tuttavia ha ribadito che:

“Il Regno Unito non avrà più gli stessi diritti e gli stessi vantaggi degli stati membri dell’Unione europea. Sono però convinto che è nel nostro interesse comune stabilire un nuovo partenariato tra i 27 e il Regno Unito. Sono convinto che questa partnership possa contribuire alla stabilità del nostro continente. Porteremo avanti queste trattative a 27, insieme alle istituzioni europee.

Le future relazioni tra le due parti verranno definite solo dopo aver risolto le questioni più urgenti, relative alle garanzie dei cittadini europei e britannici, agli impegni finanziari e alle frontiere in Irlanda del Nord.
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