Rohani da Putin: patto di ferro su gas e petrolio (e aperture sulla Siria)

Una stretta di mano fra partner strategici sullo scacchiere siriano, per confermare una “cooperazione fruttuosa in praticamente ogni campo”, con un “buon vicino” e un “alleato affidabile”. Se a dominare la due giorni del presidente iraniano Rohani a Mosca sono gli accordi economici, i complimenti rivolti al suo indirizzo dal Presidente russo Putin tradiscono l’importanza strategica accordata a Teheran anche dalla geopolitica del Cremlino.

“Compagnie russe di primo piano hanno raggiunto una serie di importanti accordi relativi allo sfruttamento di giacimenti di gas e petrolio in Iran – ha detto Putin alla conferenza stampa congiunta con Rohani -. I nostri due paesi lavorano insieme nel quadro del Forum dei paesi esportatori di gas e coordinano i loro sforzi per stabilizzare i prezzi del petrolio”.

Tra i principali accordi firmati un memorandum di cooperazione fra il colosso russo del gas, Gazprom, e la compagnia petrolifera nazionale iraniana.

“Le decisioni che abbiamo preso nel corso degli ultimi mesi e anche nella giornata di oggi – ha fatto eco Rohani, al presidente russo Putin – mostrano che le relazioni tra i nostri due paesi hanno vissuto un considerevole sviluppo negli ambiti della cultura, della cooperazione economica e della scienza e convergono verso una comune direzione strategica”.

Rohani, che ha deposto una corona di fiori sulla tomba del milite ignoto, ha poi detto che i negoziati a tre sulla Siria, avviati in Kazakhstan con la Turchia proseguiranno, senza tuttavia specificare una data.
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