Se c'è vita nel deserto di Atacama, allora c'è anche su Marte!

Quello di Atacama in Cile è il più arido e il più antico deserto della terra, risale a 150 milioni di anni fa.

Gli scienziati ritengono che la chiave di volta per sapere se su Marte c‘è vita potrebbero essere gli studi sul deserto di Atacama, zona aridissima e con un clima simile a quello del pianeta rosso.

C‘è vita sul pianeta rosso?

L’ipotesi che su Marte possa esserci vita si è rafforzata quando gli scienziati americani, l’anno scorso, hanno analizzato i dati della sonda della NASA inviata su Marte, con la scoperta che sul pianeta rosso scorre acqua nei mesi estivi.

Ma l’astro-biologo cileno Armando Azua, dice che la presenza nel deserto cileno di funghi e vari microrganismi, dimostra che l’acqua potrebbe non essere un prerequisito fondamentale perché si generi la vita.

Astro–biologo Armando Azua: ‘‘Fino a poco tempo fa abbiamo creduto che nelle zone di Marte in cui vi era acqua avremmo trovato, o avuto il massimo delle possibilità di trovare, vita. Quello che vogliamo dire è che è possibile incontrarla anche in quelle aree in cui abbiamo sempre pensato che non ci fosse, perché apparentemente troppo aride. Infatti abbiamo scoperto la vita qui, sulla terra, in luoghi secchi come Marte, ma colonizzati da vari microorganismi. Così siamo tornati a cercare forme di vita. Ci sono aree in cui sembrava impossibile trovarne perché troppo secche e invece stiamo dimostrando il contrario: che la vita è in grado di adattarsi a zone aride come il deserto di Marte!”.

Astrobiólogo Armando Azúa: “El Desierto de Atacama es un laboratorio natural único, pero está desaprovechado”.https://t.co/ly9YwlmTSn pic.twitter.com/oFG22WgzXp— ChileGlobal Biotec (@ChileGlobal_Bio) 22 febbraio 2017

Nelle valli centrali del deserto di Atacama gli scienziati hanno trovato 70 specie di microrganismi e altre nell’entroterra. Si tratta di batteri in grado di sopportare il sole intenso e sopravvivere nella regione arida, ovviamente senza acqua. Se la teoria di Azua fosse corretta, il suo impatto potrebbe essere notevole sulle ricerche riguardanti Marte e non solo. Infatti la Nasa ha fatto sapere che a Marzo invierà degli esperti in Cile per studiare l’ipotesi.

Armando Azua: ‘‘Abbiamo analizzato il deserto di Atacama per capire come i microrganismi possano sopravvive usando la piccola quantità d’acqua che possiedono, dove possono riuscire a farlo e quali siano i meccanismi e i geni che consentono la resistenza alla siccità. Da un lato vogliamo provare scientificamente come fanno a non morire, d’altro lato vogliamo capire le implicazioni di questa scoperta. Saperlo significa comprendere la possibilità di trovarli su Marte, che ha caratteristiche simili al deserto, e scovare eventuali applicazioni dei meccanismi che consentono la sopravvivenza in un ambiente tanto secco”.

Microorganismos del Desierto de Atacama dan pistas sobre la existencia de vida en Marte https://t.co/ligmLxDZCy pic.twitter.com/ztyONn9Ea8— SinEmbargoSD (@SinEmbargoSD) 22 febbraio 2017

Se la teoria di Azua fosse corretta potrebbe influenzare significativamente la ricerca della vita su Marte e non solo. La ricerca potrebbe aiutare a capire quali pianeti potrebbero essere abitati da colonie umane, in futuro, se la popolazione continuasse a crescere.

Armando Azua : ’‘Se dimostrassimo che nel deserto di Atacama la vita è non solo capace di tollerare l’estrema siccità ma anche di continuare a funzionare, allora si amplierebbero davvero molto le possibilità di trovare vita non solo su Marte ma anche in altre aree dell’universo”.

Il fatto che c‘è dell’acqua su Marte ed eventualmente forme di vita, influenza le future missioni sul pianeta rosso. L’obiettivo della Nasa è approdarvi intorno al 2035. Poco a poco, il sogno dell’atterraggio dell’uomo su Marte, diventa realtà.
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