I rischi del chip sottocutaneo

Un uomo è davanti a una porta d’ingresso e avvicinando la mano allo scanner la apre. Benvenuti nel futuro. Ma non è fantascienza. Siamo presso la sede di una azienda non lontana da Bruxelles, Belgio.

Alcuni dipendenti della NewFusion che si occupa di marketing, hanno accettato di farsi impiantare nella mano un chip per la Radio Frequency Identification.

VINCENT NYS, Direttore della NEWFUSION: “Abbiamo deciso di applicarcelo da soli. Lo controlliamo noi. Ma se un governo decidesse di farlo portare alla popolazione ci sarebbero aspetti negativi. Bisogna pensarci e farsi domande sulla riservatezza e sulla sicurezza, sui dati con i quali puo’ essere caricato”.

Alcuni in effetti la spacciano come “tecnologia amica”, un’idea rivoluzionaria ma i rischi se non proprio gli attentati alla libertà personale sono notevoli. Nell’ambito della sola azienda belga la gestione sembra tollerabile.

Dries Van Craen della NewFusion, ha progettato il software da utilizzare con il chip. Si domanda cosa altro avrebbe potuto creare da collegare al suo chip in futuro.

Per adesso i dipendenti di NewFusion usano il chip per aprire porte ed accedere a funzioni interne, un po’ come se avessero una normale scheda magnetica che pero’ ha già diverse funzioni.

VINCENT NYS: “Per esempio, se prendete il trasporto pubblico avete la tessera corrispondente, cosi’ vale per la carta di una biblioteca, oppure le tessere magnetiche di altri esercizi che vendono al dettaglio. Alla fine si possiede anche piu’ di una carta di credito. Noi possiamo invertire tutto questo e presentare l’identità della persona quindi sono gli esercizi esterni che si collegano alla tua indentità e questa sarebbe una soluzione ideale”.

Non tutti credono a questo mondo ideale. Per la Lega Belga dei diritti dell’uomo questo è un pericolo gravissimo, il rischio di un controllo assoluto sull’individuo ma poi ci sono anche i problemi tecnici e di aggiornamento.

La tecnologia avanza troppo in fretta per poter dare una soluzione elettronica permanente.

Ognuno di questi chip costa circa 100 euro. Esperienze del genere erano comunque già stata fatte in Svezia e Spagna con risultati non poi cosi’ straordinari.

http://newfusion.be/
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