La Commissione Ue raccomanda un'estensione dei controlli in zona Schengen

Un’estensione di tre mesi dei controlli alle frontiere nella zona Schengen è possibile. È la raccomandazione che la Commissione europea ha fatto al Consiglio riguardo ai controlli in vigore dal 2015 alle frontiere di Germania, Austria, Svezia, Danimarca e Norvegia. Secondo il commissario alle migrazioni Dimitris Avramopoulos il ritorno alla libera circolazione non è ancora auspicabile: “Non dobbiamo dimenticare che attualmente ci sono 60 mila persone bloccate in Grecia lungo la cosiddetta rotta balcanica, e la loro ricollocazione non funziona. Ci troviamo di fronte a problemi molto oggettivi e dobbiamo tenerne conto quando prendiamo una decisione e proponiamo quel che abbiamo proposto oggi”.

L’obiettivo è attendere che abbiano effetto le misure adottate negli ultimi mesi per migliorare la gestione delle frontiere esterne di fronte alla pressione migratoria.

La raccomandazione dei commissari ha sollevato critiche al Parlamento europeo, come quelle espresse ai nostri microfoni da Tanja Fajon, eurodeputata slovena socialista: “È un messaggio molto negativo che si lancia ai cittadini, provoca danni economici ed è molto contraddittorio o paradossale che la Commissione da un lato dica di voler restaurare pienamente Schengen considerata una delle maggiori conquiste dell’Unione, e dall’altro lato agire in modo completamente diverso”.

C‘è chi però sospetta una mossa politica in vista delle elezioni tedesche: dare una boccata d’ossigeno a Cdu ed Spd sottraendo argomenti alle frange populiste.
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