Donne in marcia per maggior diritti

Milioni di persone in tutto il mondo sono scese in piazza il giorno dopo il giuramento di Donald Trump come 45esimo presidente degli Stati Uniti.

YOU did this. KEEP SHOWING UP. (Repost: Avery Jones) pic.twitter.com/JZnNjWoXo8— Women's March (@womensmarch) 24 janvier 2017

La marcia delle donne ha coinvolto ben 60 paesi. Secondo gli organizzatori hanno aderito oltre 5 milioni di persone in tutto il mondo, più di un milione solo a Washington, una delle più grandi manifestazioni della storia degli Stati Uniti. Una protesta rivolta non solo contro Donald Trump. Scopo della manifestazione: inviare un messaggio forte alla nuova amministrazione americana, e al mondo intero, sul fatto che i diritti delle donne sono diritti umani. I manifestanti si sono detti preoccupati che la situazione possa deteriorarsi negli Stati Uniti ma anche in Europa.

Nasty (old) women are out here today #womensmarchonwashington pic.twitter.com/PrO5rTNVDc— Alanna Vagianos (@lannadelgrey) 21 janvier 2017

Secondo l’Organizzazione internazionale del lavoro, nel 2015 il tasso d’occupazione era del 46% per le donne e di quasi 72% per gli uomini. Senza contare che per il genere femminile è più difficile fare carriera. Ad aprile 2016, νei CDA delle più grandi società quotate ιn UE, le donne erano meno di un quarto (23,3%). Leader europeo è la Norvegia con il 38,7% delle donne nei consigli di amministrazione. Fanalino di coda la Svizzera con il 16%. Secondo il World Economic Forum per raggiungere la parità salariale uomo-donna ci vorranno circa 170 anni.

Intanto il giorno dopo le manifestazioni di massa, Donald Trump ha firmato un ordine che vieta alle ONG internazionali che ricevono aiuti dal governo americano di effettuare aborti o di dare informazioni sulle interruzioni di gravidanza.

Proud to stand w/ President Trump signing EOs: withdrawing US from TPP, prohibiting int'l abortion funding & freezing hiring except military pic.twitter.com/PaHV2XGoAv— Vice President Pence (@VP) 23 janvier 2017

In questa puntata di Business Line analizzeremo la situazione dei “diritti delle donne” in Europa e in tutto il mondo.
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