Da Chernobyl a Fukushima: disastri diversi, stessi problemi

Circa 8.000 km e 25 anni separano le catastrofi nucleari di Chernobyl e Fukushima. Ma quanto accaduto in Ucraina e in Giappone rivela punti in comune.

Analizziamo differenze e similitudini delle due emergenze.

Entrambe le centrali per la produzione di energia elettrica furono aperte negli anni Settanta: Fukushima nel 1971 e Chernobyl sei anni dopo. Ma quest’ultima era in funzione soltanto da 9 anni al momento della tragedia, mentre quella giapponese esisteva da 40 anni.

In Ucraina, i reattori operativi erano 4, mentre a Fukushima erano sei.

Kesennumma

Le cause

Errori di costruzione e negligenze sono stati citati come cause di entrambe le catastrofi.

L’esplosione del reattore di Chernobyl il 26 aprile 1986 fu il risultato di un esperimento durante il quale il personale della struttura commise errori.Questi sbagli furono a lungo considerati la causa dello scoppio.

Ma in seguito l’AIEA (Agenzia internazionale per l’energia atomica) corresse tali conclusioni e puntò il dito sul modo in cui era stato progettato il reattore RBMK. Gli sviluppatori pensavano che una tale serie disastrosa di eventi non sarebbe potuta accadere nello stesso momento, quindi un sistema di protezione per quel tipo di scenario non fu realizzato. Ma questa catena di eventi si verificò la notte del 26 aprile.

A Fukushima la causa fu un fortissimo sisma con successivo tsunami l’11 marzo 2011. I potenziali rischi di un maremoto erano stati presi in considerazione, ma di fatto ignorati.

Quel terremoto distrusse linee elettriche e generatori di back-up, lasciando la centrale priva della possibilità di far funzionare il sistema di raffreddamento.

Iwaki, Giappone

La contaminazione

Sia quello di Chernobyl sia quello di Fukushima furono classificati disastri di livello 7 – il più alto – sulla scala nucleare internazionale dell’Aiea.

L’esplosione a Chernobyl provocò una contaminazione significativa nei Paesi vicini all’Ucraina, come la Bielorussia e la Russia (che all’epoca erano tutte repubbliche sovietiche) e, in qualche modo, disperse radioattività in tutta l’Europa, Portogallo escluso.

Le radiazioni di Fukushima continuano a riversarsi nell’Oceano dopo essere filtrate nel terreno. Radionuclidi sono stati trovati nel Pacifico. Ma le conseguenze sono poco significative in altri Paesi.

L’inviato di euronews’ Chris Cummins ha visitato l’area nel terzo anniversario

Le risposte dei governi

L’Unione Sovietica cercò di nascondere l’incidente finché, due giorni più tardi, un’azienda svedese segnalò livelli di radiazione insoliti. Poi cercò di nasconderne la gravità, mettendo a rischio milioni di vite.

Il Giappone sembra non avesse imparato tutte le lezioni dall’incidente di Chernobyl. Nonostante una rapida evacuazione al momeno del disastro, ci vollero due mesi e mezzo perché il governo giapponese ammettesse che in uno dei reattori era avvenuta la fusione del nocciolo.

La situazione attuale

Zone di esclusione sono state disposte intorno ad entrambe le zone disastrate: 30 km per Chernobyl e 20 per Fukushima, con un’ulteriore area di 10 km opzionale.

Quasi lo stesso numero di persone è stato spostato altrove: secondo fonti ufficiali risultano 300.000 sfollati in Giappone e 350.000 (nel 1986 e negli anni seguenti) in Ucraina, Bielorussia e Russia.

Cinque anni dopo la catastrofe, molte delle persone evacuate da Fukushima vivono ancora in abitazioni temporanee e hanno diritto a visitare le loro case per non più di 5 ore per volta.

Circa 1.200 ucraini sono ritornati a casa nelle zone di esclusione nei 30 anni successivi all’esplosione, benché fosse illegale. Molti di loro sono anziani.
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