Le cicatrici di Fukushima

L’11 marzo 2011 un fortissimo maremoto colpiva il Giappone, causando la catastrofe nucleare di Fukushima.

Circa 20 mila persone sono morte e centinaia di migliaia hanno dovuto andare a vivere altrove.

Cinque anni dopo, la ricostruzione è ancora in corso e le cicatrici del disastro restano vsibili, soprattutto sulle zone costiere nord-orientali.

Il costo della ricostruzione dopo lo tsunami è stato stimato dalla Banca Mondiale nel 2011 intorno ai 280 miliardi di euro.

La ricostruzione in immagini, dallo tsunami ad oggi

Nella città di Yamada:

A Higashimatsushima:

Nella città d’Iwaki:

Due vedute della ricostruzione della città di Kesennumma:

A Naraha:

A Natori:

A Onagawa:

A Rikuzentakata:

A Shinchi:

La ricostruzione vista dallo spazio

Immagini satellitari di Google Earth mostrano gli sforzi per la ricostruzione nella regione giapponese di Tohoku dallo tsunami del 2011.

Il governo di Tokyo prevede di far rientrare gli sfollati nelle loro case l’anno prossimo, ma Greenpeace denuncia che l’area è ancora contaminata e aggiunge: “L’idea che si possa tornare alla normalità dopo un incidente nucleare è solo retorica”.

L’ex premier Naoto Kan afferma, in un’intervista, che “materiale radioattivo continua a fuoriuscire dalla centrale di Fukushima” e a venire disperso in mare “anche se Tepco, gestore dell’impianto, dice il contrario.”
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