Superare lo tsunami: l'agricoltura giapponese riparte da fragole e GPS

Rialzare la testa per tornare a galla, a cinque anni dallo tsunami. Nella regione di Tohoku l’agricoltura ci sta riuscendo grazie alla tecnologia. Qui, dove l’11 marzo del 2011 il mare si è mangiato 20.000 ettari di colture, questa prima puntata di “Focus Speciale Giappone” è andata a caccia dei progetti con cui un intero settore sta tornando alla vita (e alla produzione).

Quando la tecnologia sposa l’agricoltura: le fragole della rinascita

Serre avveniristiche e computerizzate sono la carta giocata da Yamamoto, cittadina costiera storicamente nota per la sua produzione di fragole.

Da quarant’anni impegnato nella loro coltivazione, Tadatsugu Hashimoto è anche consigliore della “General Reconstruction Association”: http://www.gra-inc.jp/english/about/index.html, una compagnia impegnata nel rilancio dell’agricoltura, come traino per l’intero tessuto sociale. “Per spiegare l’amore con cui coltiviamo le fragole – ci spiega -, alle donne dico che vanno trattate come figli. E agli uomini, che meritano le attenzioni che riservano alle loro mogli”.

Il perché di tanto amore deriva anche dal fatto che dopo lo tsunami qui non restava più niente. “Il mare era di colpo diventato nero – torna a raccontarci Tadatsugu -, nero come la pece. E poi siamo stati investiti dall’onda gigantesca dello tsunami. È stato davvero terrificante”.

Tadatsugu pensava allora che fosse finita. A tendergli la mano e permettergli di andare avanti è però stata una cordata di esperti informatici, che ha richiamato aiuti anche da molto lontano. “Abbiamo ricominciato da meno di zero – racconta Yohei Hashimoto, Vicepresidente esecutivo della General Reconstruction Association -. Delle coltivazioni non era rimasto assolutamente nulla. Senza il sostegno di numerosi paesi stranieri sarebbe stato impossibile costruire queste serre. Siamo loro profondamente grati”.

Un avanzato sistema informatico monitora oggi la composizione del suolo, gestisce apertura e chiusura delle serre in funzione della direzione del vento e procede all’irrigazione per ottimizzare la produzione. Quello delle fragole è tuttavia solo un esempio delle molteplici declinazioni del binomio agricoltura e tecnologia.

Dai campi al laboratorio: la lotta a un nemico chiamato radioattività

Nota per le sue risaie, la regione di Tohoku ha pagato un pesante tributo allo tsunami. Hiroshi ha tenuto duro, ma si è trovato ad affrontare un nuovo e sconosciuto nemico: la radioattività. Per sorvegliarlo, tutti i prodotti agricoli della regione sono oggi sottoposti a regolari controlli.

Il punto sulla coltivazione del riso in un approfondimento del Japan Times

A parlarcene è Hiroshi Ouchi, uno dei tanti coltivatori di riso della regione. “Invio regolarmente dei campioni del mio riso alle autorità perché lo facciano analizzare in laboratorio. È soltanto in seguito a questi esami che viene poi rilasciato un certificato attestante che i prodotti agricoli non sono contaminati”.

A spiegarci come funziona è poi dal Ministero dell’agricoltura il Coordinatore della ricostruzione per la regione di Tohoku, Mitsukazu Sakurdani.

“I risultati di questi test possono essere consultati sul sito del governo – di dice -. Ritengo sia fondamentale estrapolare dei dati scientificamente affidabili e metterli a disposizione della popolazione, perché tutti ne siano informati”.

Qui il sito del governo giapponese su cui vengono pubblicati i risultati dei test sulla radioattività

Mappature informatizzate e trattori con il GPS: comprendere il suolo e rispondere ai suoi bisogni

Anche all’Organizzazione Nazionale per la Ricerca sul Cibo e sull’Agricoltura si lavora a numerosi progetti avviati dopo lo tsunami. NARO il nome della struttura al cui servizio sono oltre 100 scienziati. In cima all’agenda, per molti di loro, c‘è lo sviluppo di soluzioni che ottimizzino la produzione di riso.

Il contributo della tecnologia nel rilancio dell’agricoltura della regione di Tohoku: un’analisi

A spiegarci una delle tecniche utilizzate è Tomoyuki Yukawa, che coordina uno dei progetti portati avanti da NARO.

“Preleviamo anzitutto dei campioni di terra dalle risaie e analizziamo la concentrazione di nutrienti che contengono – dice, mostrandoci i risultati di un’analisi informatizzata delle coltivazioni -. La mappatura delle risaie ci permette poi di mettere in evidenza la distribuzione dei nutrienti nel suolo. In rosso le aree in cui la concentrazione è elevata. In blu, invece, quelle in cui è scarsa”.

Il rilevamento computerizzato della concentrazione di nutrienti permette poi ai trattori, tramite un GPS, di distribuire i fertilizzanti in base allo specifico fabbisogno di ogni diversa area della coltivazione.

Secondo la stampa giapponese, l’efficacia delle iniziative adottate dovrebbe ora permettere a diverse cooperative di ripagare i prestiti ottenuti per rilanciare le loro attività.

Se il dramma dello tsunami è ancora iscritto nelle storie di molti, grazie alla tecnologia, l’agricoltura della regione di Tohoku è insomma almeno tornata alla vita.
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