Iran: Khamenei e Rohani alle urne, voto decisivo per il futuro

Iran al voto per scegliere il nuovo Parlamento, ora a maggioranza conservatrice, e l’Assemblea degli Esperti, la più alta autorità religiosa. Un’elezione cruciale che è un duello fra il blocco conservatore-fondamentalista vicino a Khamenei e quello moderato-riformista di Rohani. I due si sono già recati alle urne. La Guida Suprema ha chiesto di votare in massa per “sconfiggere il nemico” riferendosi agli Stati Uniti. L’esito del voto è un referendum sulla politica di apertura di Rohani che ha portato all’accordo sul nucleare il 14 luglio scorso con la comunità internazionale.

#IranElections2016 symbol of Iran's political independence. Govt reassures the safekeeping of nation's vote & trust. pic.twitter.com/IoInpAgrgI— Hassan Rouhani (@HassanRouhani) 26 febbraio 2016

“La cosa importante di questa tornata elettorale è che le linee di demarcazione tra riformisti e conservatori sono chiare. Il nostro voto è per la lista dei riformisti”, commenta un elettore.

Circa 55 milioni gli iraniani chiamati alle urne a sei settimane dalla revoca di gran parte delle sanzioni internazionali che soffocavano l’Iran. 4,844 i candidati per 290 posti del Parlamento.

“Dobbiamo ripetere la vittoria del 2013 quando con Rohani è stata scritta una pagina storica, si è deciso di cambiare e ora dobbiamo continuare a realizzare il progetto del Presidente”, dice Mohammadreza Aref, il capo lista dei moderati.

“Nelle decime elezioni dalla rivoluzione islamica i riformisti e i moderati si sono coalizzati nella “lista della speranza” per avere la meglio sui conservatori che hanno conquistato la maggioranza nelle tre ultime elezioni”, spiega Javad Montazeri, corrispondente di Euronews a Teheran.
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