Iran al voto: riformisti tentano di strappare maggioranza ai conservatori

Dopo l’accordo sul nucleare con le grandi potenze, il presidente iraniano, Hassan Rohani, punta a rafforzare la sua posizione interna nei confronti dei conservatori.

L’Iran è infatti chiamato a rinnovare i membri del Parlamento e del Consiglio degli Esperti. Quest’ultimo in particolare è incaricato di nominare ed, eventualmente, far dimettere la Guida suprema.

Il Parlamento è attualmente dominato dai conservatori che cercano di mantenere la maggioranza anche grazie al consiglio dei Guardiani, che ha bocciato le candidature dei principali leader riformisti.

Un sondaggio condotto da un’emittente della Repubblica islamica dice che il 40% dei circa 55 milioni di elettori potrebbe non recarsi alle urne. Una percentuale superiore a quella registrata nel 2012, quando i riformisti invitarono la popolazione al boicottaggio.

Maria Sarsalari, euronews:

“Nelle ultime settimane e soprattutto negli ultimi giorni prima delle elezioni, quali sono stati gli alti e bassi della campagna?”

Javad Montazeri, inviato di euronews a Teheran:

“Ci sono due elezioni importanti questo venerdì:quelle per il Parlamento e quelle per l’Assemblea di Esperti dell’Orientamento. Oltre 12mila persone si erano candidate al Parlamento, ma il Consiglio dei Guardiani della Rivoluzione ne ha respinti più della metà. Gli esclusi erano per la maggior parte vicini al movimento riformista. I riformisti hanno comunque annunciato che questo problema non li avrebbe allontanati dalle elezioni e hanno aggiunto che avrebbero fatto campagna molto seriamente. La scorsa settimana abbiamo osservato grandi sforzi preelettorali da parte dei riformisti, contro la campagna dei conservatori. I riformisti ribadiscono che se ci sarà una grande affluenza, vinceranno i riformisti, anche se i candidati non esclusi dalle liste sono di secondo piano.”

“Anche l’emergere di un terzo movimento, noto come “i moderati”, è un punto importante. Figure prominenti del movimento conservatore non sono nella lista dei candidati conservatori. Invece, vediamo i loro nomi nel campo dei moderati, che sono vicini ai riformisti. Nel frattempo, il presidente del parlamento (Majlis), Ali Larijani, che è stato una delle figure di maggiore rilievo tra i conservatori, stavolta ha deciso di non mettere il suo nome nell’elenco dei conservatori. Ha, invece, optato per proseguire come candidato indipendente.”

Maria Sarsalari:

Visto che molti hanno deciso di non disertare le urne, cosa c‘è in gioco?

Javad Montazeri:

“Sono le prime elezioni che si tengono in Iran sopo l’accordo sul nucleare con i 5+1. La rimozione delle sanzioni offrirà numerose opportunità per il miglioramento della situazione economica del Paese. Nel frattempo, i conservatori hanno avuto il controllo delle istituzioni politiche per circa 10 anni. Il governo e i “moderati” stanno cercando di cambiare la situazione. Dopo le elezioni del 2013 che hanno portato al potere Rohani, ora stanno cercando di ottenere il controllo del parlamento, in modo che sia in linea con il governo. Così facendo, potranno portare avanti le politiche che il Presidente Rohani ha pianificato per migliorare la situazione economica e politica, in accordo con il parlamento.”

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