Insegnare la sostenibilità

In questa puntata due storie, due progetti provenienti da Stati Uniti e Colombia. Per insegnare a prendersi cura dell’ambiente e per vivere più sani.

USA: educazione alla sostenibilità

La Martin Luther King Jr Middle School è nascosta all’ombra di alberi e vanta un paesaggio straordinario. Gli studenti si sistemano intorno al pergolato. Geoff, giardiniere e insegnante tiene qui la sua lezione odierna: i ragazzini dovranno scoprire il mistero della decomposizione: “Abbiamo la capacità di essere molto alla mano con le cose che si trovano in natura. Si possono esplorare e trovare cose utili e questo ha un effetto maggiore rispetto a una lezione sui banchi di scuola”, racconta Geoff Palla.

Oltre a materie di studio come la scienza e la matematica, gli studenti imparano a coltivare frutta e verdura. Preparano il terreno per il prossimo raccolto, usando sementi e gli attrezzi vari, pratiche del tutto nuove per i ragazzi come Olivia.

In un paese dove prevale l’agricoltura intensiva, il progetto Edible Schoolyard, vuole promuovere la sostenibilità. Attraverso il giardinaggio si insegna ai bambini come le loro scelte avranno in futuro un impatto sull’ambiente. “Noi insegniamo come prendersi cura del pianeta. Sappiamo che per prendersi cura di qualcosa bisogna aver a cuore quello che si sta facendo. E se gli studenti non hanno l’opportunità di toccare con mano la natura tramite piccoli gesti come la cottura dei cibi e la condivisione dei pasti non potranno mai prendersi cura dell’ambiente stesso”, spiega la Direttrice del progetto Kyle Cornforth.

Dal giardinaggio si passa alla cucina, degna di un vero ristorante. Gli studenti più grandi devono preparare la polenta. Si impasta la farina di mais, si tagliano le verdure, si sbucciano le cipolle, ogni prodotto è rigorosamente biologico, fresco e di produzione locale. Tutto rigorosamente salutista.

Anche in cucina gli insegnanti danno ottimi consigli sui comportamenti da seguire. “Cerchiamo di far capire ai ragazzi che il tempo e lo sforzo che ci mettono non sono sprecati, come non si devono sprecare gli alimenti. Se dovessero gettare un pomodoro nel cestino dico loro di pensare a quando hanno piantato il seme parecchi mesi fa. Per gettare qualcosa nella spazzatura basta un secondo ma si stanno buttando via mesi e mesi di lavoro, bisogna ricordarselo”, sottolinea la professoressa Esther Cook.

La lezione si conclude con la degustazione di questo piatto tradizionale italiano: una gioia per grandi e piccini.

Colombia: “Moravia: da discarica a giardino pubblico

Siamo a Medellin in Colombia. Un tempo era uno dei posti più pericolosi al mondo. Recentemente sta affrontando un’altra minaccia quella dell’inquinamento. Qui un team di giovani esperti sta lavorando per la trasformare la discarica più grande della città in un enorme giardino comunale.

“Una volta Moravia si presentava così era una discarica a cielo aperto. I camion venivano qui e gettavanoogni tipo di spazzatura”, ci racconta Joe Sanchez, uno degli studenti del progetto.

Durante gli anni ’70 e ’80 migliaia di sfollati provenienti dalle aree rurali si sono insediati spontaneamente vicino al quartiere di Moravia, che era anche una enorme discarica. Da allora si sono trasferite qui circa 10.000 persone. Ora la grande sfida è per ripulire il terreno. Ma come? Grazie a Moravia, fiori per la vita, un progetto della città nato in una delle prime scuole in America Latina che forma ingegneri ambientali.

“Al giorno d’oggi abbiamo a che fare con parecchie sfide ambientali. Soprattutto in un paese come la Colombia dove i conflitti in corso hanno effetti notevoli anche sull’ambiente. Dalla campagna alla città. Ho deciso di studiare ingegneria ambientale per cercare di trovare una soluzione a tutti questi problemi dell’ambiente”, racconta Joe.

Si può fare molto anche grazie ai corsi di “Technologico”. Qui gli studenti imparano materie come chimica, atematica, ma anche agronomia, e ingegneria ambientale. Uno dei fondatori è il professore Jorge Montoya che ci spiega come è nato il progetto: “L’idea principale è che gli studenti partano da progetti concreti per formulare poi le loro soluzioni, confrontandosi così con il mondo del lavoro. L’ingegneria ambientale rappresenta per questi ragazzi una grande opportunità per lavorare sulle sfide di recupero ambientale, problemi che dobbiamo affrontare oggi in tutto il mondo, soprattutto in Colombia”.

Si utilizzano ad esempio le piante per pulire lo sporco lasciato dalla spazzatura. Per questo ci sono fasce tampone. La struttura naturale di queste strisce di vegetazione controlla la qualità dell’aria, del suolo e dell’acqua.

Oriol Arrango frequenta questi corsi. Lui è più che un semplice giardiniere: “Ho imparato molto sugli alberi e su come tagliarli, abbiamo imparato il perché alcune piante crescono proprio in queste zone”.

Un progetto in corso molto appassionante che ha trasformato uno dei luoghi più inquinati in Colombia in un giardino. Un progetto guidato da giovani, giovani professionisti ora richiesti da tutta l’America Latina e non solo. Un polmone verde là dove una volta c’era solo una discarica.
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