I "selfie" del XVII secolo

La cosa piu’ banale che si puo’ scattare col cellulare si chiama selfie (atto autoreferenziale automatico) ma nei tempi gloriosi della pittura come il XVII secolo l’autoritratto di valenti pittori equivaleva ad un altro capolavoro. Siamo a l’Aia dove il museo Mauritshuis ha organizzato una mostra incentrata su maestri come Rembrandt che hanno lasciato anche decine di autoritratti o disegni ed acqueforti col loro volto.

Ariane van Suchtelen, commissario della mostra: “Molti artisti del XVII secolo hanno lasciato gli autoritratti come testimonianza non solo del ritratto in sè ma della bellezza della loro arte. Ad esempio Rembrandt era molto noto per il virtuosismo dei suoi bozzetti, comprandoli si aveva non solo il suo ritratto ma un esempio dell’arte sua e delle sue capacità”.

Impressionate è il selfie d’epoca di Huygh Pietersz Voskuyl testimone della magnificenza di allora.

Emilie Gordenker, direttrice del Mauritshuis:

“Così dietro di me c‘è questo fantastico autoritratto di Voskuyl, non è un nome molto noto, non ha prodotto molto. E quel che ha fatto è dipingere sè setsso grazie a uno specchio. Si può osservare uno sguardo molto concentrato oltre al fatto che ha cavato tutta una serie di piccoli dettagli come la sua barba o il ricamo della camicia”.

La mostra, che annovera decine di autoritratti di artisti del rango di Rembrandt, si puo’ visitare a l’Aia fino al 3 gennaio.

https://www.mauritshuis.nl/
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