Moldova verso voto cruciale, tra spinte filo-Ue e filo-Russia

La Moldova va a un voto cruciale tra sospetti e scambi di accuse, e anche qui si tratta fondamentalmente della scelta tra la sfera europea e quella russa.

Tre milioni e mezzo di cittadini, la piccola repubblica incastrata tra Romania e Ucraina è al centoduesimo posto nella classifica di Transparency International sulla corruzione. Un tema sul quale una certa delusione si sente, secondo un noto analista politico, Arcadie Barbarosie:

“Era stata promessa una riduzione significativa della corruzione, ma non è cambiato nulla. È per questo che nei sondaggi questi partiti filo-europei vanno così male, e c‘è una fiducia così scarsa nelle istituzioni”.

Tra i settori trainanti dell’economia, l’informatica ha contribuito alla crescita anche nella fase più buia della crisi. Constantin Garcev dirige la Remsys, e tiene al mantenimento di un certo equilibrio:

“In termini di spinte, per noi è bene che si guardi all’Occidente. Ma c‘è bisogno dell’aiuto dell’Est come dell’Ovest, e quindi ci vuole un equilibrio”.

Tra i giovanissimi prevale la spinta filo-occidentale, nonostante la delusione per il governo attuale. Che è comunque il male minore, secondo una neo-elettrice:

“Dostojevski diceva che se hai un grosso male devi sceglierne uno più piccolo. Per ora non abbiamo un partito o una scelta migliore, e quindi dobbiamo scegliere quello che abbiamo”.

All’orizzonte si profilava la vittoria di una coalizione di partiti filo-russi, ma uno di questi, Patria, è stato escluso da una corte d’appello, con l’accusa di aver ricevuto finanziamenti dall’estero.
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