Gli invisibili del mare dalla A alla Z . Le "Pagine gialle" del plancton

Guidarci come un Caronte nell’universo meraviglioso e invisibile che popola le acque del mare.

E’ l’ambizione di una recente pubblicazione, che mai avrebbe avuto la luce senza una pesca insolita e miracolosa.

Quanto indignerebbe un pescatore ordinario, riempie invece di gioia i ricercatori francesi.

In apparenza vuota, la rete ha riportato loro proprio quanto speravano.

“Sembra invisibile eppure no – dice il biologo molecolare Christian Sardet -, si vede perfettamente: sono degli animali minuscoli, che misurano fra uno e due centimetri. E poi c‘è anche una salpa”.

Oggetto degli studi di Christian Sardet è il “plancton”: microscopiche creature che costituiscono il 98% della biomassa marina e che lui ha voluto classificare in un libro.

“Plancton: all’origine della vita” il titolo con cui ha riassunto l’ambizione dell’opera: indagare il mistero dell’evoluzione, attraverso una sorta di “annuario” delle creature più minuscole e sorprendenti che popolano i nostri mari.

Ricompensato in Francia con il Gran Prix delle Scienze del Mare,

Sardet è anche autore di “Cronache del Plancton”: un progetto mirato a esaltare e condividere la bellezza di questo mondo segreto e invisibile ai più.

Le specie classificate sono oltre 250.000 ma numerosi ricercatori ritengono che il plancton possa nasconderne oltre un milione.

Tra le specie più sorprendenti ci sono le salpe: esseri della famiglia dei salpidi, che vivono fino a 1500 metri di profondità.

A caratterizzarle è una tunica trasparente che rivela le loro viscere e permette di osservare con chiarezza come si nutrano e si spostino, semplicemente pompando dell’acqua nel loro corpo di forma tubolare, attraverso allenatissime cinture di muscoli.

Ambasciatore di questo microcosmo affascinante e invisibile, Christian Sardet lo ha immortalato nel suo libro in 550 fotografie.

Un vero e proprio tuffo nel cuore di una materia, non solo misteriosa ma anche preziosissima per la storia che porta iscritta nel suo DNA.

Testimone privilegiato dell’evoluzione, il primo plancton ha fatto comparsa sulla terra tre miliardi e mezzo di anni fa.

Da allora una storia che questo biologo moleclare prova a ricostruire nel suo libro, presentando un microcosmo non solo magico, ma soprattutto cruciale per la nostra sopravvivenza.

“Ogni volta che respiriamo – dice Sardet – una volta su due, direi, dovremmo ringraziare il plancton. E questo perché la metà dell’ossigeno proviene proprio da lui. E l’altra metà dalle piante e dagli alberi”.

Polmone blu del pianeta e prezioso alimento. Per quanto invisibile, il plancton costituisce anche un imprescindibile componente, senza il quale l’intera piramide alimentare rischierebbe il collasso.
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