Gli scarafaggi "mutanti" che rifiutano lo zucchero (e il veleno)

Hanno gusti alimentari non dissimili da quelli umani, ma possono stare un mese senza mangiare e 45 minuti privi di respiro. Come se non bastasse, resistono alle radiazioni molto meglio di noi.

La parola “scarafaggi” si trova spesso accostata a “piaga”. Ma si tratta anche di un insetto dalle capacità evolutive sorprendenti.

Come mostrano i risultati di una ricerca della North Carolina State University, illustrati dall’entomologo Coby Schal: “In questo studio dimostriamo che alcuni scarafaggi hanno sviluppato un’avversione al glucosio. Abbiamo determinato i meccanismi neuronali che sottendono a questo comportamento. Sotto un profilo pratico, ciò ci dice che dobbiamo cambiare la composizione delle esche che utilizziamo per attirare gli scarafaggi”.

Le tradizionali trappole per blatte non sono, infatti, altro che zucchero misto a veleno. Gli entomologi dell’Università Statale della North Carolina ne hanno preparate due di diverso tipo. Una con della gelatina, l’altra con burro di arachidi, totalmente privo di glucosio. Gli scarafaggi “mutanti” hanno evitato accuratamente la prima.

“Siamo – ha spiegato ancora Schal – in guerra con gli scarafaggi praticamente da quando l’uomo esiste. Gli scarafaggi sono in guerra con le piante da milioni di anni. Questa, per loro, è solo una delle tante battaglie. Sembrerebbe che la stiano vincendo, sviluppando quest’avversione al glucosio, ma l’industria risponderà sviluppando prodotti appositi”.

Il glucosio è stato utilizzato nelle trappole negli ultimi 30 anni. Ciò dimostra che l’evoluzione delle blatte è particolarmente rapida. E, se al momento ancora non sono riusciti a diventare resistenti all’insetticida, hanno quantomeno imparato a evitare ciò che lo contiene, e di cui andavano ghiotte.
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