Dal terremoto alla sostenibilità. La rinascita di Lorca

A maggio dello scorso anno due terremoti hanno colpito la città spagnola di Lorca, nella regione della Murcia. Su 90.000 abitanti, 9 persone hanno perso la vita sotto le macerie e 300 sono rimaste ferite. Oltre 1.100 le abitazioni abbattute in seguito a danni irreparabili.

Da allora Lorca è impegnata in una difficile ricostruzione. I pesanti effetti della crisi economica in Spagna si fanno sentire e i lavori procedono a rilento. Un concorso di cause che incita però a raccogliere un’ulteriore sfida: quella di trasformare una tragedia in opportunità.

Il Comune di Lorca ha presentato la propria candidatura per “Smart Cities”, il programma europeo rivolto a “città intelligenti” che ispirino i propri cantieri al verbo di tecnologia, innovazione e sostenibilità.

“Il terremoto ci offre la possibilità non solo di ricostruire, ma di farlo investendo sul miglioramento – dice il sindaco Francisco Jódar -. Poiché Lorca ha aderito a un ‘patto per la sostenibilità’ e, allo stesso tempo, a un più ampio progetto di ‘Città intelligenti’ con L’Aquila e Mostar, vogliamo incoraggiare i cittadini e spiegare loro che sposare criteri di sostenibilità ed efficienza energetica nella ricostruzione, andrà a vantaggio di tutta la città”.

“Dovremmo approfittare dell’opportunità che ci è stata offerta da questo evento, che per quanto drammatico, abbiamo ormai superato – dice Ramón Luis Valcárcel, Presidente della regione della Murcia – . Credo quindi che la nuova città possa e debba rispondere a requisiti e necessità del XXI secolo”.

Quelli dello sviluppo sostenibile sono criteri a cui ambiscono a rispondere non soltanto le abitazioni private ma anche gli edifici pubblici. Particolarmente

colpiti dal terremoto quelli dedicati a istruzione e formazione: 11 fra scuole, licei e strutture dedicate all’insegnamento della musica hanno chiuso per mesi. Quattro devono ancora riaprire. Le operazioni di consolidamento si ispirano ora a parametri di efficienza energetica, del tutto estranei agli edifici originari.

“Le aule sono ora divise in due parti – spiega Antonio Martínez, architetto dell’ufficio tecnico del Comune -: una che affaccia all’esterno, dotata di enormi finestre. E un’altra rivolta verso l’interno dell’edificio. Le stiamo ora adattando per fare in modo che siano illuminate da fonti di luce indipendenti: una rappresentata dalle finestre esterne e l’altra dall’interno. Durante le ore di lezione sarà quindi possibile accendere le luci soltanto nella parte buia della classe e realizzare un considerevole risparmio di energia”.

Ricostruzioni e restauri non riguardano però soltanto abitazioni ed edifici pubblici. A pagare il prezzo del terremoto è stato anche il ricco patrimonio culturale, che fa di Lorca un’importante meta turistica. Le 14 chiese della città hanno dovuto chiudere i battenti. Una situazione che solleva un problema di natura non soltanto storica e religiosa, ma anche sociale.

Insieme alle due confraternite della città, le chiese di Lorca giocano un ruolo fondamentale nelle celebrazioni della Settimana Santa: un appuntamento religioso, cruciale però anche per l’economia locale, in quanto capace di richiamare circa 200.000 visitatori all’anno.

Altra perla del patrimonio culturale di Lorca è la “Fortezza del sole”: un imponente castello, con le sue torri e fortificazioni, edificato tra il IX e il XV secolo. Il verbo della “sostenibilità” si declina qui nel riciclaggio dei materiali e nel recupero di antichi metodi di costruzione.

“Sostenibilità? E’ un termine che impiego per indicare anzitutto la sostenibilità economica dei lavori – dice l’architetto Francisco Jurado -. E’ da lì che inizia la sostenibilità. Se il budget non è sostenibile, ogni intervento diventa impossibile. Lavoriamo quindi utilizzando materiali tradizionali e recuperando le macerie prodotte dal terremoto. Ricorriamo poi anche a metodi tradizionali, gli stessi a suo tempo utilizzati per la costruzione del castello. In questo modo rendiamo loro anche omaggio e sottolineiamo lo straordinario valore delle tecniche ingegneristiche dell’epoca”.

Il ricco passato di Lorca non le impedisce però di guardare al futuro. Tra gli ambiti in cui si articola questo slancio, il riciclaggio dei rifiuti. Il centro per il trattamento dei rifiuti urbani riceve ogni giorno carichi da circa 200 tonnellate. Al riciclaggio ordinario di materiali come plastica e carta si affiancherà presto anche quello di altre sostanze.

“Quanto non siamo ancora in grado di riciclare – spiega il direttore dell’impianto, Francisco Javier Martínez -, finisce per il momento in una discarica, dove viene compresso e coperto di terra. La reazione innescata nelle materie organiche dall’assenza di ossigeno conduce in queste condizioni alla generazione di biogas, che noi estrarremo e bruceremo, producendo così una quantità di energia elettrica pari ai consumi di 2000 abitazioni”.

Condizioni meteorologiche simili a quelle del Nord Africa e invidiabili cifre relative all’esposizione solare hanno poi indicato a Lorca un’altra via per la sostenibilità. Ambizioso obiettivo è sfruttare un’area di 1.200 ettari per dare vita al più grande impianto al mondo dedicato alla produzione di energia solare. Il via ai lavori è atteso per il 2013 e l’aspettativa è produrre elettricità sufficiente ad alimentare 200.000 abitazioni, per un risparmio pari a 570.000 tonnellate di CO2 all’anno.

“Quanto va considerato sono due variabili differenti – dice Antonio Galera, vicepresidente della società Lorca Solar che gestisce il progetto -. Da una parte abbiamo la curva delle tecnologie solari, che grazie al loro rapido sviluppo, fanno sì che il prezzo – non solo dei pannelli, ma anche di altri componenti – sia sempre più competitivo. Poi c‘è la curva del prezzo dell’energia derivante da materie fossili, che in quanto risorsa finita, sta aumentando su scala mondiale. E a un certo punto, queste due curve si incontreranno”.

L’esperienza insegna tuttavia che la sostenibilità è possibile anche “low coast”. Una lezione che ha ispirato le attività di “Lorca Biciudad”: un’associazione con circa 200 aderenti, che professa il verbo della “mobilità a pedali”.

“Anzitutto, l’acquisto e la manutenzione di una bicletta sono molto economici – dice il presidente Manuel Martín -. Poi non si consuma benzina. La bicicletta risponde quindi a una modalità economica di mobilità e trasporto, che per di più non inquina e fa bene alla salute”.

Trasformare una catastrofe in opportunità, la lezione che Lorca sta cercando di trarre dal terremoto. Lasciate sotto le macerie le vecchie abitudini, la città ha trovato nella scossa della ricostruzione, la spinta per voltare pagina e investire in un futuro che risponda ai criteri della sostenibilità.
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