Ad Algeri intesa per un nuovo gasdotto. Meloni: "Saremo hub per l'Europa"

Access to the comments Commenti
Di Gianluca Martucci
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni in visita in Algeria dal presidente Abdelmadjid Tebboune
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni in visita in Algeria dal presidente Abdelmadjid Tebboune   -   Diritti d'autore  HANDOUT/AFP or licensors

La visita in di Giorgia Meloni al presidente algerino Abdelmadjid Tebboune viene coronata dall'annuncio di un nuovo "gasdotto speciale". Sarà "un'infrastruttura diversa da quelle che esistono già", ha dichiarato il capo dello Stato algerino, perché riguarderà "gas, idrogeno, ammoniaca". L'accordo, firmato nello specifico dall'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, e per la parte algerina dal direttore generale della compagnia petrolifera Sonatrach, Toufik Hakkar, prevede anche la posa di un cavo elettrico sottomarino e un maggiore impulso nella produzione di gas naturale liquefatto. 

Un "momento storico" necessario, ha affermato Meloni, per "affrontare una situazione difficile". Il ponte con l'Algeria anche in campo energetico era stato rafforzato già dal governo guidato da Mario Draghi, che si era recato nel Paese nordafricano subito dopo lo scoppio della guerra in Ucraina per trovare una soluzione immediata all'imminente riduzione delle forniture di gas dalla Russia, che costituivano il 40% di tutto il gas importato in Italia.

L'ex presidente della Banca centrale europea aveva concluso con Algeri un incremento delle forniture di gas di 9 miliardi di metri cubi entro l'inverno 2023-2024, un piano che rafforzava la cooperazione energetica tra l'Italia e il Paese che è diventato ora il principale fornitore per Roma. 

Durante l'incontro si è parlato anche di progetti congiunti tra Eni e Sonatrach per l'esplorazione di petrolio nel Sud Sahara. 

L'Italia sogna di essere "hub energetico nel Mediterraneo"

Il progetto, secondo Tebboune può rendere l'Italia "un distributore di energie per tutta l'Europa", con rigassificatori potenziali che a detta di Descalzi potranno essere costruiti "anche nel Sud della penisola".

Ma per attuare quello che la premier nel suo discorso insediativo alla Camera dei deputati chiamò "Piano Mattei per l'Africa" servono le infrastrutture e soprattutto ampliare la dorsale adriatica e la rete di gasdotti che viene dal Sud, che, con i loro 126 miloni di metri cubi massimi trasportati ogni giorno, costituiscono "dei colli di bottiglia" a causa delle loro capacità limitate. Se non si interviene, "il progetto dell'hub resta solo potenziale", ha aggiunto Descalzi.

"Soprattutto, con l'Africa siamo gli unici ad avere una connessione via pipe con l'Algeria, che ha una capacità di circa 36 miliardi di metri cubi, ancora sottoutilizzata: sono ancora più di 10 miliardi che possono arrivare in Italia", ha continuato sottolineando come la connessione, con adeguate aggiunte di compressione, può salire di parecchi miliardi".

La stabilizzazione della Libia

"L'Algeria è il primo partner italiano in Africa", ha affermato Meloni, allargando il discorso anche ad altri ambiti. "Ora bisogna rafforzare la rete delle imprese italiane in Algeria e di quelle algerine in Italia", ha continuato, poco prima che Tebboune esprimesse il desiderio di vedere "produrre la vespa in Algeria", in vista della messa in funzione dello stabilimento Fiat che da marzo produrrà macchine e motocicli. 

"Queste intese sono frutto di accordi e ci sono tanti campi di collaborazione possibili, e vogliamo esplorarli tutti", ha detto Meloni. Nel mirino anche una più forte sintonia per l'operazione di stabilizzazione della Libia, "un'instabilità che preoccupa".

Di Libia aveva discusso anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani domenica scorsa con il primo ministro egiziano Abdel Fattah al Sisi e l'omologo Sameh Shoukry. "Paesi come Algeria, Turchia ed Egitto", aveva detto in un'intervista al Messaggero dopo la visita "hanno influenza su alcuni dei protagonisti della vita politica e militare in Libia: dobbiamo parlare fra di noi, limitare i contrasti e creare un'agenda positiva e favorire elezioni presidenziali e politiche che legittimino nuovi dirigenti politici nel Paese". 

KHALED DESOUKI/AFP or licensors
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani con l'omologo egiziano Sameh ShoukryKHALED DESOUKI/AFP or licensors

Confindustria si ritaglia il suo spazio

Un protocollo di partenariato è stato firmato anche da Confindustria e dal Consiglio per il rinnovamento economico algerino (Crea), una delle maggiori organizzazioni datoriali dell'Algeria. Durante la seduta di lavoro i membri del Crea hanno discusso con i delegati di Confindustria una tabella di marcia comune tra le due organizzazioni per la rapida attuazione del protocollo di partenariato firmato dal primo ministro algerino Aymen Benabderrahmane e dalla stessa Meloni per la parte che parla di rafforzare la rete delle imprese italiane e algerine.

Il presidente Tebboune ha sperato di andare oltre gli scambi nel settore del gas. "Con i nostri amici italiani abbiamo grande esperienza nel consumo di prodotti italiani, gli algerini li comprano e sono soddisfatti: l'Italia ha scelto la via più giusta per arrivare a un'economia mediterranea", ha affermato in conferenza stampa.

Alla base del testo il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, e il presidente di Crea, Kamel Moulan, c'è un piano d'azione coordinato che prevede iniziative e attività congiunte di promozione internazionale, internazionalizzazione e business matching, da svolgere in formato digitale o in presenza.

Siglato anche un memorandum d'intesa per la cooperazione nello spazio tra l'Agenzia spaziale staliana (Asi) della Repubblica Italiana e l'Agenzia spaziale algerina. Permetterà lo scambio di conoscenza nelle conoscenze spaziali e nell'osservazione della Terra, oltre che lo svolgimento di seminari e workshop, lo sviluppo di progetti di interesse reciproco e l'organizzazione di attivita' di formazione.