Cestista Usa liberata in cambio di un criminale tagiko

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Di Alberto De Filippis
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La fine di un incubo. Brittney Griner è tornata negli Stati Uniti. L’aereo con a bordo la stella del basket statunitense è atterrato alla base militare di San Antonio-Lackland nel Texas.

Una liberazione avvenuta in seguito a uno scambio di prigionieri in stile guerra fredda tra Washington e Mosca. Dopo mesi di negoziati il via libera. In cambio della libertà della Griner, il presidente Joe Biden ha graziato e rilasciato il 55enne trafficante di armi Viktor Bout

La Griner è stata recentemente condannata a 9 anni di carcere e un milione di rubli di multa (circa 16mila euro) per traffico di stupefacenti. Era stata fermata in febbraio dopo che le erano state trovate nel bagaglio cartucce contenenti miscela di cannabis per cui aveva una regolare prescrizione medica.

La conferma è stata data dal presidente Joe Biden in persona che ha voluto esprimere la propria soddisfazione per la risoluzione della vicenda. 

Sulla lista nera degli Stati Uniti, il russo 55enne era accusato di Washington di fornire armi anche a gruppi terroristi. Dopo una lunga caccia in giro per il mondo, gli agenti federali erano riusciti a intercettarlo in Thailandia. Bout era stato ribattezzato come Mercante di morte. L’uomo era stato arrestato nel 2008 e poi estradato due anni dopo negli Stati Uniti, per scontare una pena di 25 anni.

Un criminale conclamato in cambio di una donna arrestata ingiustamente con false accuse. È quanto è successo fra statunitensi e russi. I primi hanno rilasciato il noto trafficante d'armi Viktor Bout in cambio di Brittany Griner, la giocatrice americana arrestata all'aeroporto di Mosca. Lo scambio sarebbe avvenuto negli Emirati Arabi.  

A rivendicare un ruolo nella mediazione anche gli Emirati Arabi, che in un comunicato la attribuiscono personalmente anche a Mohammed bin Salman.