Sudan: accordo tra i militari e i civili per una transizione democratica

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Di Ilaria Federico
Manifestanti che protestano contro il regime militare nel Sudan.
Manifestanti che protestano contro il regime militare nel Sudan.   -   Diritti d'autore  Marwan Ali/Copyright 2022 The AP. All rights reserved.

I leader militari del Sudan e il principale gruppo pro-democrazia del Paese hanno firmato, questo lunedì, un accordo per la formazione di un nuovo governo civile.

Il patto è stato firmato dal capo dell'esercito attualmente al potere, Abdel Fattah al-Burhan, il generale Mohamed Hamdan Dagalo, Vicepresidente del Consiglio di Sovranità, e dai rappresentanti del movimento pro-democrazia "Le Forze della Libertà e del Cambiamento". Il gruppo, considerato una forza dissidente negli ultimi mesi, supervisionerà la transizione democratica durante 24 mesi, che culminerà con l'elezione d'un nuovo Primo Ministro.

Con questo patto il Sudan spera di ottenere nuovi aiuti internazionali per far fronte ad una crisi economica ed umanitaria allarmante. Il ritorno dell'esercito al potere in seguito al colpo di stato dell'ottobre 2021 aveva causato il congelamento dei fondi della Banca Mondiale, che coprivano il sostegno alimentare di circa l’80% della popolazione.

L'accordo potrebbe porre fine a un lungo periodo di tumulti, iniziato con il colpo di stato attuato dal generale al-Burhan nell'ottobre 2021, che aveva interrotto un altro tentativo di transizione democratica. 

La storia del Sudan è caratterizzata da un’alternanza di fasi democratiche e regimi militari. Nell'aprile 2019, il presidente autocratico Omar al-Bashir era stato destituito con un colpo di stato, dopo trent'anni di potere.