Sierra Leone, crisi del carburante. Taxisti sul piede di guerra

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Di Debora Gandini
Sierra Leone
Sierra Leone   -   Diritti d'autore  Sunday Alamba/AP

La crisi del carburante in Sierra Leone sta costringendo da mesi i taxisti a rivolgersi al mercato nero. La situazione diventa ogni giorno più preoccupante, con lunghe code alle stazioni di servizio. A marzo il governo ha aumentato quasi il doppio il prezzo della benzina e del diesel rispetto allo scorso anno. Con i distributori quasi a secco o chiusi, i tassisti sono in cerca di taniche per poter lavorare, anche pagando cifre esorbitanti.

Modiboh Jebbo racconta che se alla stazione di servizio non trova carburante devo rivolgersi per forza al mercato nero dove la gente lo vende in bottiglie. E lo vendono al doppio.  Alhaji Mohammed Kamara: "Quando siamo arrivati, ci aspettavamo di comprare benzina come nei distributori, invece è molto più caro. Viaggerò con questo per il resto della giornata, devo mantenere la moto, pagare il mio capo, cambiare l'olio. Questa crisi di carburante ci colpisce parecchio.

La crisi economica del piccolo Paese africano è aumentata con il conflitto in Ucraina, che ha fatto lievitare il prezzo del carburante e il costo della vita in generale, generando prima dell’estate massicce proteste in tutto il paese. Per molte famiglie, sopravvivere è infatti diventato un'impresa. 

Cibo, benzina, elettricità hanno subito in Sierra Leone un aumento dei prezzi del 40 percento facendo precipitare metà della popolazione al di sotto della soglia di povertà.