La Nobel per la pace russa Scherbakova: "In Ucraina l'unica soluzione possibile è militare"

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Di Euronews
La nobel per la pace Irina Scherbakova ad Amburgo per ricevere il Marion Doenhoff Prize dalle mani del cancelliere tedesco Olaf Scholz
La nobel per la pace Irina Scherbakova ad Amburgo per ricevere il Marion Doenhoff Prize dalle mani del cancelliere tedesco Olaf Scholz   -   Diritti d'autore  JONAS WALZBERG/AFP

Il premio Nobel per la pace Irina Scherbakova non crede a una soluzione diplomatica del conflitto tra Russia e Ucraina. "Finché Putin sarà al potere l'unica soluzione possibile sarà militare", ha detto la confodatrice dell'organizzazione russa per i diritti umani Memorial. 

Ingenui gli appelli alla pace. Finché Putin sarà al potere, l'unica soluzione possibile in Ucraina sarà militare
Irina Scherbakova
Fondatrice Memorial e Premio Nobel per la pace

"La diplomazia? Potrà parlare solo quando l'Ucraina riterrà di aver vinto sul campo"

Questa domenica ad Amburgo per ricevere dal cancelliere tedesco Olaf Scholz l'ennesimo premio della sua carriera, Scherbakova ha bollato come "un po' infantili" gli appelli alla pace che sente spesso reiterare in Germania. "L'unica soluzione, ai miei occhi, è al momento militare - ha detto-. Uno scioglimento diplomatico del conflitto sarà possibile soltanto quando l'Ucraina riterrà di aver vinto questa guerra e potrà stabilire le sue condizioni". Uno scenario che secondo la pluripremiata storica russa, sarà tuttavia possibile soltanto quando Putin lascerà le redini della Russia. 

"La guerra ha cambiato troppe cose. Nulla tornerà come prima"

L'invasione dell'Ucraina ha segnato a suo avviso un punto di non ritorno. L'invasione dell'Ucraina ha segnato a suo avviso un punto di non ritorno. - ha detto ancora Sherkova -. Questa guerra ha ormai già cambiato troppe cose". A poche ore dall'annuncio del premio Nobel per la pace, lo scorso ottobre le autorità russe hanno ordinato il sequestro della sede della storica ONG, fondata nel 1989 da Andrej Sacharov per documentare crimini nazisti e violazioni dei diritti umani. L**'organizzazione, identificata dal Cremlino come "agente straniero" è stata quindi ufficialmente bandita**. Condiviso da Memorial con il dissidente bielorusso in carcere, Ales Bialiatski, e con l'ONG ucraina Centre for Liberties, il Nobel per la pace è stato motivato con  "l'eccezionale sforzo" che hanno compiuto "per documentare crimini di guerra, violazioni dei diritti umani e abuso di potere".