Usa, il complottista Alex Jones chiede bancarotta assistita

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Di Debora Gandini
Il complottista statunitense Alex Jones
Il complottista statunitense Alex Jones   -   Diritti d'autore  Tyler Sizemore/Hearst Connecticut Media

Alex Jones, fondatore del sito Infowars è tra i piu' celebri complottisti statunitensi, ha presentato domanda per il Capitolo 11, ovvero la bancarotta assistita. Ha citato come motivo il miliardo e mezzo che è stato condannato a pagare per danni alle famiglie delle vittime della sparatoria nella scuola Sandy Hook, avvenuta nel 2012.

I familiari hanno vinto diverse cause contro l’uomo, che per anni ha sostenuto che la sparatoria fosse stata una messinscena con lo scopo di promuovere la politica contro le armi dell'allora presidente Barack Obama.

Jones ha già presentato la domanda di bancarotta assistita anche per Free Speech Systems, la società a cui fa capo Infowars. La richiesta di bancarotta personale potrebbe ulteriormente ritardare il pagamento dei danni alle famiglie.

Risarcimento milionario

Un tribunale texano aveva ordinato ad Alex Jones pagare circa 48 milioni di euro di danni totali ai genitori di un bambino di prima elementare ucciso nel massacro della scuola. Appena un giorno prima, il cospirazionista era stato condannato a pagare circa 4 milioni di risarcimento alle famiglie.

La strage nella scuola elementare che costò la vita a 20 bambini e sei educatori era stata definita dal fondatore di Infowars una bufala del governo.

Jones si espresse così fino a un certo punto, quando capì che era meglio fare marcia indietro e evitare la scure pesante di giustizia e risarcimenti. Senza riuscirci. Le famiglie dei 20 bambini e delle altre persone massacrate nella scuola elementare nel 2012 avevano chiesto 150 milioni di dollari. 

Un patrimonio segreto

L’entità del patrimonio personale di Jones non è nota, ma per presentare istanza di fallimento ha fornito documenti in cui dichiara di avere attività per un valore tra 1 e 10 milioni di dollari, e debiti tra 1 e 10 miliardi di dollari. 

Il giudice del tribunale del Connecticut, Barbara Bellis, ha riconosciuto che il comportamento di Jones è stato "intenzionale e crudele, e certo di creare danni" per via dell’ampia possibilità di diffusione dei contenuti di InfoWars e del suo ampio pubblico. 

Per questo, Bellis ha condannato a pagare la nuova somma a titolo di "danni punitivi", come era già accaduto in in altro processo che si era svolto nei mesi scorsi in Texas: per gli stessi motivi Jones era stato condannato a pagare 45 milioni di dollari di "danni punitivi" e 4,1 milioni di dollari di risarcimento alla famiglia di Jesse Lewis, uno dei bambini uccisi.