Vaticano sotto cyberattacco? Tutti guardano a Mosca

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Di Euronews
Vaticano
Vaticano   -   Diritti d'autore  AP Photo

Tutti i siti del Vaticano, da quelli di informazione al portale istituzionale , dai Musei ai singoli dicasteri, sono rimasti off line per diverse ore. 

In prima battuta, la sala stampa vaticana ha parlato di semplice manutenzione per poi ammettere che il black out è stato prodotto da tentativi anomali d'accesso. 

La Santa Sede non fa cenno ad attacchi hacker e sulla provenienza della cyberaggressione non trapelano informazioni, ma le modalità della disfunzione, prima un rallentamento nella navigazione e poi la caduta a grappolo dei vari siti, fa ipotizzare l'azione di hacker russi. 

Le dichiarazioni di Papa Francesco

Ad avvalorare la tesi di 'sabotatori russi' le recenti tensioni tra la Russia e il Vaticano, legate alle dichiarazioni di Papa Francesco sulla guerra in Ucraina: "Paese martirizzato" l'ha definito il Pontefice che ha aggiunto: "Se hai un popolo martirizzato, hai qualcuno che lo martirizza e - ha detto - i più crudeli sono forse quelli che sono della Russia ma non della tradizione russa, come i ceceni e i buriati". 

La reazione di Mosca

Il Cremlino ha definito "non cristiane" le dichiarazioni di Papa Francesco, secondo cui le minoranze etniche russe sarebbero tra gli attori più "crudeli" nelle fila militari di Mosca in Ucraina.

"Papa Francesco invita al dialogo, ma di recente ha anche fatto una dichiarazione incomprensibile, completamente non cristiana, individuando due nazionalità russe in una categoria da cui ci si può aspettare atrocità durante le ostilità" ha dichiarato il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, "Naturalmente questo non aiuta la causa e l'autorità della Santa Sede".

L'agenzia di stampa russa RIA Novosti ha riferito martedì che l'ambasciatore di Mosca in Vaticano ha presentato un reclamo formale in risposta alle dichiarazioni del Pontefice.

Le minoranze alla guerra

Il Cremlino è stata accusato di attingere in modo sproporzionato dalle minoranze etniche della Siberia e della regione del Caucaso per il reclutamento militare. Da più parti si sostiene che le minoranze, provenienti da regioni impoverite e isolate, stiano morendo in Ucraina in numero maggiore rispetto all'etnia russa. D'altro canto, sono altrettanto numerose le accuse nei confronti di tali minoranze, in relazione ad alcuni massacri di civili, come a Bucha in Ucraina.

Una mediazione difficile

I rapporti tra la Russia e la Santa Sede sembrano dunque incrinati, nonostante la prudenza diplomatica del Vaticano che, da mesi, si propone come mediatore per la pace in Ucraina e si dice disposto ad ospitare colloqui tra le parti.