Soumahoro, la suocera ammette: "due anni di stipendi non pagati"

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Di Debora Gandini
Aboubakar Soumahoro, deputato di Sinistra Italiana
Aboubakar Soumahoro, deputato di Sinistra Italiana   -   Diritti d'autore  screenshot video

Tutti sapevano ma le bocche sono rimaste cucite. Fino a un certo punto. Fino a quando la bolla non esplode. La vicenda dell’eroe degli ultimi, Aboubakar Soumahoro, ora deputato di Sinistra Italiana, diventa ogni giorno sempre più complessa e, a detta di molti, imbarazzante.

Tra le denunce dei lavoratori, e il diritto all’eleganza in difesa degli abiti griffati della moglie del parlamentare, spuntano le parole di Marie Therese Mukamitsindo, suocera di Soumahoro, colei che ha sempre gestito la cooperativa Karibù. Davanti alla commissione dell’ispettorato del lavoro di Latina ha ammesso di non aver pagato gli stipendi a una sua lavoratrice per due anni, ma solo perché gli affari non andavano a gonfie vele.

Sotto i riflettori però ci sono le proteste di almeno altri 26 lavoratori che hanno presentato denunce in cui lamentano il mancato pagamento di circa 400mila euro complessivi. Ora la donna è indagata per i reati di malversazione, truffa aggravata e false fatturazioni. La coop Karibu avrebbe u debito con l'Erario di circa un milione di euro. La politica si divide così come l’opinione pubblica italiana. I suoi stivali di gomma, sporchi di fango, indossati in Parlamento nel primo giorno di lavoro non convincono più

Mentre le indagini proseguono, tra il mutuo della villa di famiglia, rendite poco chiare, Aboubakar Soumahoro, cerca in tutti i modi di difendere la sua reputazione sostenendo che all’epoca del rogito la sua fonte principale di reddito era "Umanità in rivolta", il libro scritto per Feltrinelli.

La palla è passata alla Guardia di Finanza che sta passando al setaccio le voci di bilancio, i flussi di finanziamenti e le uscite di denaro per capire se i soldi che dovevano essere destinati ai lavoratori, siano stati dirottati altrove.