Cina: nuove vaccinazioni. Proteste "congelate" dal freddo, ribolle solo Hong Kong

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Di Euronews - AFP
Protesta all'Università di Hong Kong. (28.11.2022)
Protesta all'Università di Hong Kong. (28.11.2022)   -   Diritti d'autore  Kanis Leung/Copyright 2022 The AP. All rights reserved

La Cina ha annunciato martedì che accelererà la campagna di vaccinazione degli anziani contro il virus Covid-19, dopo aver registrato negli ultimi giorni un aumenti dei casi (cifre comunque minuscole).

La National Health Commission (NHC) si è impegnata in una campagna ad "accelerare l'aumento del tasso di vaccinazione delle persone di età superiore agli 80 anni e a continuare ad aumentare il tasso di vaccinazione delle persone di età compresa tra 60 e 79 anni".

“Suggeriamo alle persone che non hanno controindicazioni e soddisfano i criteri di idoneità al vaccino, in particolare gli anziani, di assumere i vaccini Covid-19 il prima possibile.
E coloro che ne hanno diritto dovrebbero fare presto una dose di richiamo”.
Guo Yanhong
Direttrice Dipartimento emergenze sanitarie - Cina

Il tasso di vaccinazione in Cina, in particolare tra gli anziani, è uno degli argomenti regolarmente addotti dal governo per giustificare la sua rigida politica sanitaria "Zero Covid", con lockdown ripetuti ormai da tre anni, lunghe quarantene per chi arriva dall'estero e test quasi quotidiani per la popolazione.
Componenti-chiave della rigorosa politica di Pechino, dietro la quale si nasconde la volontà di reprimere ogni forma di dissenso.

Solo il 65,8% delle persone di età superiore agli 80 anni è completamente vaccinato, hanno fatto sapere i funzionari dell'NHC in una conferenza stampa, mentre la Cina deve ancora approvare i vaccini a RNA, che si ritiene siano i più efficaci.

Numeri microscopici

Martedì la Cina ha registrato 38.421 nuovi casi, vicino al record dall'inizio della pandemia, registrato nel fine settimana. Ma la stragrande maggioranza dei casi è asintomatica e il numero dei positivi rimane assolutamente microscopico rispetto alla popolazione cinese di un miliardo e 400 milioni di persone (su 38.421 casi la percentuale dei contagiati è dello 0,000027%).

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Proteste "congelate"

Con la presenza massiccia della polizia per le strade della capitale, non ci sono state notizie di ulteriori proteste a Pechino contro le severe misure anti-pandemia del governo.
A contribuire alla "normalizzazione" anche le temperature decisamente rigide, scese ben al di sotto dello zero.
Secondo quanto riferito, anche Shanghai, Nanchino e altre città in cui erano state emesse "chiamate" online alla protesta sono risultate tranquille.
Già finito il movimento di protesta?

Hong Kong non molla

Ribolle ancora solo Hong Kong: lunedì circa 50 studenti hanno cantato all'Università cinese di Hong Kong e altri hanno acceso candele in una fiaccolata a sostegno di coloro che nelle città continentali hanno manifestato contro le restrizioni che hanno nuovamente confinato milioni di persone nelle loro case.
Nascondendo i loro volti per evitare ritorsioni, gli studenti hanno cantato: "Niente test, ma libertà!" e "Opporsi alla dittatura, non essere schiavi!"

Bertha Wang/Copyright 2022 The AP. All rights reserved
Fiaccolata di protesta a Hong Kong. (29.11.2022)Bertha Wang/Copyright 2022 The AP. All rights reserved

Il raduno, e un altro simile in un'altra zona di Hong Kong, sono state le più grandi manifestazioni di protesta da più di un anno, dopo l'introduzione della nuova legge "di sicurezza" per schiacciare il movimento democratico nel territorio di Hong Kong, che è formalmente cinese, ma ha un sistema legale separato rispetto alla Cina continentale.

"Volevo parlare da molto tempo, ma non ne avevo ancora avuto la possibilità", ha detto James Cai, un 29enne di Shanghai che ha partecipato alla protesta di Hong Kong, mostrando un pezzo di carta bianca, il simbolo della sfida contro la censura del Partito Comunista cinese al potere.
"Se le persone sulla terraferma non possono più tollerarlo, allora non posso farlo neanche io", ha detto il giovane. 

Intanto, il governo della città di Pechino ha annunciato che non installerà più cancelli per bloccare l'accesso ai complessi residenziali in cui vengono rilevate infezioni da Covid.

Giornalisti nei guai

La BBC (British Broadcasting Corp.) ha comunicato che uno dei suoi giornalisti, Edward Lawrence, è stato picchiato, preso a calci, ammanettato e detenuto per diverse ore dalla polizia di Shanghai, ma successivamente rilasciato.

La BBC ha criticato quella che ha affermato essere la spiegazione delle autorità cinesi, secondo cui il giornalista è stato arrestato per impedirgli di contrarre il Covid dalla folla.
"Non consideriamo questa una spiegazione credibile", ha fatto sapere l'emittente di Stato britannica, in una nota. 

Sul caso - nell'ambito di "una sfida a lungo termine" con la Cina - è intervenuto anche il premier britannico Rishi Sunak

"Invece di ascoltare le proteste del proprio popolo, il governo cinese reprime ulteriormente, anche aggredendo un giornalista della BBC".
Rishi Sunak
42 anni, Primo Ministro del Regno Unito

Il portavoce del ministero degli Affari esteri cinese, Zhao Lijian, ha dichiarato che il giornalista della BBC non si è identificato e "non ha presentato volontariamente" le sue credenziali di stampa. "I giornalisti stranieri devono seguire consapevolmente le leggi e i regolamenti cinesi", ha detto Zhao.

L'ambasciatore cinese a Londra, Zheng Zeguang, è stato infine convocato dal Ministero degli Esteri britannico per"fornire spiegazioni" sull'accaduto.

L'emittente svizzera RTS, infine, ha dichiarato che il suo corrispondente e un cameraman sono stati arrestati durante una trasmissione in diretta, ma rilasciati pochi minuti dopo.
Anche un giornalista di Associated Press è stato arrestato, ma successivamente rilasciato.

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Incubo cinese. (Pechino, 29.11.2022)Andy Wong/Copyright 2022 The AP. All rights reserved