Scontri allo stadio tra tifosi, obbligo di dimora per 13

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Di ANSA
Arresti tra supporter del Sant'Antonio Abate e della Ercolanese
Arresti tra supporter del Sant'Antonio Abate e della Ercolanese

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">SANT</span>’<span class="caps">ANTONIO</span> <span class="caps">ABATE</span> (<span class="caps">NAPOLI</span>), 11 <span class="caps">NOV</span> – Rissa,<br /> danneggiamento, lancio di materiale pericoloso, scavalcamento ed<br /> invasione di campo in occasione di manifestazioni sportive: sono<br /> le accuse nei confronti di tredici persone raggiunte da una<br /> misura cautelare del gip del tribunale di Torre Annunziata, su<br /> richiesta della Procura. Ad eseguire il provvedimento tra<br /> Sant’Antonio Abate, Ercolano ed Angri, sono stati i carabinieri<br /> delle compagnie di Castellammare di Stabia e Torre del Greco:<br /> tutti gli indagati sono stati sottoposti all’obbligo di dimora<br /> presso il Comune di residenza. Gli episodi si riferiscono agli scontri, ripresi anche in<br /> alcuni video che circolano sulla rete, avvenuti il 14 settembre<br /> scorso a Sant’Antonio Abate all’interno e all’esterno dello<br /> stadio comunale Varone, in occasione dell’incontro di calcio di<br /> Coppa Italia dilettanti tra la squadra locale e l’Ercolanese. Secondo la ricostruzione degli investigatori, sette degli<br /> indagati si sarebbero resi responsabili, in concorso tra loro e<br /> con altri soggetti non identificati, di una rissa sul terreno di<br /> gioco con bastoni, mazze, caschi protettivi e cinghie di cuoio,<br /> avvenuta dopo un’invasione di campo al termine del primo tempo,<br /> invasione che aveva costretto l’arbitro a interrompere la<br /> partita. Gli altri indagati sarebbero stati invece protagonisti<br /> di scontri all’esterno dello stadio con lancio di pietre,<br /> bottiglie ed oggetti contundenti, col danneggiarnento<br /> dell’autobus dell’Ercolanese. La misura cautelare prevede anche, per tutti gli indagati, il<br /> divieto di allontanarsi dalle proprie abitazioni nel corso delle<br /> manifestazioni sportive della propria squadra di calcio. “La<br /> Procura – si legge in una nota – aveva chiesto per tutti gli<br /> indagati la misura coercitiva degli arresti domiciliari presso<br /> le rispettive abitazioni”. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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