Migranti, Parigi e Roma a un passo dalla crisi diplomatica

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Di euronews
Nave Ocean Viking
Nave Ocean Viking   -   Diritti d'autore  Vincenzo Circosta/Copyright 2022 The AP. All rights reserved

È arrivata al porto militare francese di Tolone la nave Ocean Viking, che ha a bordo 230 persone soccorse in mare quasi tre settimane fa. Un carico che l'Italia non vuole e che la Francia riceve ma "solo in via eccezionale".

Parigi stigmatizza il rifiuto del governo italiano a farsene carico e annuncia misure di ritorsione in quella che appare come l'inizio di una crisi diplomatica tra i due paesi.

Il ministro dell'Interno francese Gerald Darmanin spiega che verranno rafforzati i controlli alle frontiere con l'Italia e aggiunge che "verranno tratte tutte le conseguenze dell'atteggiamento italiano sugli altri aspetti delle relazioni bilaterali", a cominciare dalla cancellazione del trasferimento in Francia di 3500 migranti già presenti in Italia.

Il tema dell'accoglienza divide anche la politica francese, con la sinistra che continua a far pressioni per aprire i porti alle navi delle Ong e il centro-destra che rilancia la politica della tolleranza zero.

Cosa è veramente successo tra Roma e Parigi?

L'Italia, attacca Gérald Darmanin, non si è comportata da "Stato europeo responsabile". 

Ora, all'origine della lite una nota non concordata in cui l'Eliseo dimostrava buona volontà annunciando la disponibilità della Francia ad accogliere la Ocean Viking. Disponibilità che era stata ribadita a margine della Cop27 di Sharm El-Sheikh dallo stesso presidente francese.omenica  infatti Emmanul Macron si diceva favorevole a trovare una soluzione concordata perché la Francia facesse la sua parte nella vicenda della Ocean Viking.

Fin qui tutto bene, cosa accade dopo? Il governo Meloni forza le dichiarazioni dell'inquilino dell'Eliseo? Vuole presentarle come un risultato che ha già incassato quando non dovrebbe?

Le parole del ministro dell'Interno dicono tutto: Daemanin denuncia  la mancanza di "professionalismo" del governo Meloni e prevede "conseguenze" su vari dossier.

La Francia ha già deciso di sospendere la sua adesione al meccanismo europeo per il ricollocamento delle persone sbarcate  in Italia e di rafforzare i controlli  alla frontiera con l'Italia.

Ci potrebbero essere ulteriori  decisioni a proposito di collaborazioni industriali, nella Difesa. La destra francese calvalca la crisi dei migranti.

Una cosa è certa, da ieri la diplomazia si è rimessa al lavoro per arginare la crisi. 

Dibattito politico interno in Italia

Il ministro degli Affari esteri , Antonio Tajani parlando con i giornalisti ad Amsterdam ha commentato: "Credo che dalla Francia sia venuta una reazione sproporzionata".  Ha comunque ribadito che "Noi continuiamo a lavorare e adifendere le ragioni dell'Italia: non è scritto da nessuna parte che debbano venire tutti da noi. Noi siamo pronti ad accogliere ma non è che dobbiamo comunque aprire le frontiere. Bisogna affrontare la questione con grande serenità ma dobbiamo difendere gli interessi dell'Italia". E dell'Ocean Viking se ne parlerà la prossima settimana in sede comunitaria, ha concluso Tajani.

"Non c'è nessun compiacimento nel vedere l'Italia presa a schiaffi da una nazione amica come la Francia ma avevamo capito fin da subito in quei giorni, nel porto di Catania, che si stava mettendo in campo un'operazione inutilmente crudele e dannosa che macchiava di infamia il nostro Paese di fronte alla comunità internazionale". Lo dice il vicesegretario del Pd Giuseppe Provenzano, in un'intervista a LaStampa sullo scontro tra Italia e Francia sui migranti.

"Nei giorni scorsi avevano esultato per l'accoglienza diGiorgia Meloni a Bruxelles, due giorni dopo l'Italia è stata  richiamata al rispetto delle norme internazionali. Come fossimo l'Ungheria", dice l'esponente Pd. "Temevamo che il governo Meloni, che sembra ormai il governo Salvini, ci riportasse indietro facendoci scivolare verso Visegrad. Nessuno peròcredeva avvenisse in due settimane". "A Catania - afferma - ho visto l'Italia scadere al grado zero dei diritti, perché quandosi arriva all'arbitrio della selezione, al tu sì tu no, nessunopuò dirsi al sicuro".

Provenzano si dice "molto preoccupato" dalla "incapacitàdella minoranza di fare fronte comune anche davanti a casienormi", e aggiunge: "quanto a Conte, il suo silenzio è statoeloquente. Capisco l'imbarazzo di un premier che ha firmato idecreti Salvini e ricordo la fatica che abbiamo fatto noi permodificarli, ma di fronte a quello che è accaduto a Catania, sedichiari di collocarti nel capo progressista, non puoi tacere".

Il Pd si è diviso sugli accordi con la guardia costiera libica,e il vicesegretario ammette che c'è un questione da risolvere una volta per tutte anche nel Partito: "Le contraddizioni che ci portiamo dietro dalla gestione Minniti pesano ancora". 

"La cosa peggiore che potrebbe fare oggi l'opposizione è salutare con entusiasmo il gesto sbagliato della Francia per indebolire la Meloni. Da ogni punto di vista l'escalation dell'Eliseo appare stonata e esagerata. Esistono ragioni dell'Italia che prescindono dagli schieramenti. Occorre dunque, mentre si denunciano gli errori di Piantedosi nella gestione degli sbarchi, evitare di correre dietro ai francesi che sull'immigrazione non possono impartire lezioni a nessuno e tantomeno cercare di mobilitare l'intera Europa contro di noi.' Così su Twitter il leader del Terzo Polo Carlo Calenda.