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Izium, ospedale in macerie: durante l'occupazione i medici operavano nei seminterrati

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Di Euronews
Ospedale di Izium
Ospedale di Izium   -   Diritti d'autore  Yurii Kuznetsov   -  

Dell'edificio non rimane che lo scheletro. Tra le macerie di quello che è stato l'ospedale di Izium in Ucraina ci sono esempi reali di resilienza in condizioni minime.

L'ospedale è stato l'unica struttura medica a rimanere operativa quando le truppe russe hanno invaso Izium all'inizio di marzo.

Il personale, la manciata di medici, infermieri e patologi rimasta, sta facendo tesoro dell'esperienza dei 6 mesi trascorsi sotto l'occupazione di Mosca, in vista dell'inverno.

Operazioni chirurgiche nel seminterrato

"Dormivamo per sole due ore. Faceva freddo. La temperatura era forse di 3 o 4 gradi. Abbiamo dovuto riscaldare le soluzioni (liquide) con il nostro corpo per poterle usare" dice Yurii Kuznetsov,  chirurgo traumatologo, che ci mostra al telefono la foto di un intervento chirurgico effettuato nel seminterrato per non soccombere agli attacchi aerei.

"Avevamo due barelle mobili - racconta Kuznetsov - e una delle due fungeva da tavolo operatorio".

Sanità per tutti, anche per i russi

"Tutti sono fuggiti. L'ospedale era vuoto. Ma questo gruppo di persone è rimasto nel seminterrato e ha salvato delle vite - sottolinea Vadym che è un residente russo di Izium ed è stato comunque accolto - Tutti a Izium lo sapevano e bussavano alla porta, che fosse chiusa o meno. Queste persone hanno una vocazione. Non tutti potrebbero farlo".

Izium è tornata in mano ucraina il mese scorso, in seguito a una controffensiva delle forze di Kiev.

I cartelli che segnalano la presenza di mine intorno all'intero complesso ospedaliero stanno scomparendo uno dopo l'altro, in concomitanza con il lavoro dei genieri che stanno bonificando la zona.