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Piazza San Carlo, slitta processo appello Appendino

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Di ANSA
Atti trasmessi ad altri giudici. Pg, evitata nullità
Atti trasmessi ad altri giudici. Pg, evitata nullità

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">TORINO</span>, 19 <span class="caps">OTT</span> – È saltato il processo d’appello per<br /> i fatti di piazza San Carlo, a Torino, che fra gli imputati<br /> annovera l’ex sindaca Chiara Appendino, oggi parlamentare M5s. I<br /> giudici, accogliendo una richiesta del procuratore generale<br /> Carlo Maria Pellicano e delle parti civili, che con questa<br /> iniziativa hanno evitato successive questioni di nullità per<br /> ragioni di carattere tecnico, hanno pronunciato una sentenza di<br /> trasmissione degli atti alla Corte di Assise di appello per<br /> competenza funzionale. I nuovi giudici dovranno ora fissare la<br /> data del nuovo processo di secondo grado. In primo grado<br /> Appendino era stata condannata a 18 mesi di reclusione.<br /> “La nostra è stata una richiesta a scopo precauzionale. Abbiamo<br /> evitato che il processo rischiasse di essere annullato in una<br /> fase successiva”. E’ quanto ha spiegato il procuratore generale<br /> Pellicano. Il 3 giugno 2017, a Torino, una serie di ondate di panico tra<br /> la folla che in Piazza San Carlo seguiva su maxischermo la<br /> finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid provocò<br /> 1500 feriti e, in seguito, il decesso di due donne. Il processo<br /> di oggi, celebrato con il rito abbreviato, si riferiva alle<br /> presunte carenze nella organizzazione e nella gestione<br /> dell’evento da parte di Comune e questura. Il procuratore<br /> generale Pellicano e i legali di parte civile, tra cui Caterina<br /> Biafora, hanno affermato che la competenza funzionale è della<br /> corte di Assise d’Appello: l’accusa mossa ad Appendino e agli<br /> altri imputati è disastro e omicidio colposo, ma in un processo<br /> parallelo, già terminato in Cassazione, i quattro giovani<br /> imputati per avere scatenato il panico tra la gente spargendo<br /> spray al peperoncino a scopo di rapina hanno dovuto rispondere<br /> di omicidio preterintenzionale. Il reato contestato ad Appendino<br /> non cambia e resta quindi in forma colposa: ma i giudici<br /> competenti sono quelli della corte di Assise di appello. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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