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Paesi Bassi, chiesta una nuova legge sul fine vita

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Di euronews
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Cresce nei Paesi Bassi la pressione dell'opinione pubblica per una legge che introduce il suicidio assistito anche in assenza di malattie o fenomeni degenerativi irreversibili. Gruppi di manifestanti si sono mobilitati a L'Aja davanti alla sede del governo, tgliendosi simbolicamente il cappello, un gesto rivolto a rendere omaggio a chi ha avuto bisogno di ricorrere al suicidio assistito.

Jos van Wilk, attivista del movimento per il suicidio assistito ricorda che i Paesi Bassi hanno per primi legalizzato aborto, matrimonio gay ed eutanasia. "Siamo di nuovo all'avanguardia per il controllo del fine vita", dice.

Eutanasia e morte assistita sono legali nei Paesi Bassi. In entrabi i casi viene richiesta una precedente condizione di sofferenza insopportabile e il coinvolgimento di un medico. I manifestanti chiedono che questa procedura sia permessa a chiunque lo desideri, anche se non versa nelle condizioni previste dalla legge attuale.

Il tema fa discutere anche in Belgio, dove una ragazza di 23 anni ha scelto il suicidio assistito per non riuscire a gestire il peso di essere stata tra i pochi sopravvissuti di un attentato commesso dall'Isis nel 2016 all'aeroporto di Bruxelles. Sul suo caso è stata aperta un'inchiesta, dopo che alcuni medici hanno parlato di autorizzazione concessa in modo prematuro.