Lukashenko: "Esercito di Minsk al fianco delle truppe russe"

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Di Debora Gandini
Alexandr Lukashenko, Presidente della Bielorussia
Alexandr Lukashenko, Presidente della Bielorussia   -   Diritti d'autore  Gavriil Grigorov/Sputnik

Sempre a fianco dell’alleato Vladimir Putin, il presidente della Bielorussia lancia un segnale. Alexandr Lukashenko, per paura di un attacco della Nato, ha deciso di avviare manovre per lo schieramento di ''un gruppo regionale congiunto di truppe" al confine con l’Ucraina.

Una tattica presa di comune accordo con Mosca. “In relazione all'aggravamento della situazione ai confini occidentali dello Stato dell'Unione, ha detto Lukashenko, la mia risposta è stata semplice. La base questo raggruppamento è l'esercito, le forze armate della Repubblica di Bielorussia." Lukashenko ha quindi aggiunto che per l'Ucraina l'apertura di un fronte con Minsk "non ha senso" ma che a spingere in questa direzione è "l'Occidente".

"Essendo stati influenzati da queste storie fasulle, i leader militari e politici dell'Alleanza nord-atlantica e di alcuni Paesi europei stanno ora valutando apertamente le opzioni per compiere un'aggressione contro il nostro Paese, fino a condurre un attacco nucleare", ha dichiarato Lukashenko durante un incontro sulle questioni di sicurezza.

Il dispiegamento del "gruppo militare regionale" sarebbe cominciato due giorni fa, dopo l'esplosione che ha colpito il ponte tra la Russia continentale e la penisola di Crimea. Da Minsk, dove si era riunito il Consiglio di Sicurezza, il Presidente bielorusso ha accusato poi Kiev di voler pianificare un attacco contro il territorio bielorusso. Secondo Lukashenko gli ucraini sarebbero stati incoraggiati dagli alleati occidentali e dalla Nato.

Ue: false e ridicole le accuse della Bielorussia

"Prendiamo nota delle false accuse del regime di Lukashenko sul fatto che l'Ucraina stia progettando un attacco contro la Bielorussia. Sono accuse to-talmente ridicole e infondate, totalmente inaccettabili. L'Ucraina è la vitti-ma" in questa guerra". Lo ha dichiarato il portavoce del Servizio esterno dell'Ue, Peter Stano. Ora l’Occidente teme un’escalation della crisi in corso.

Risorse addizionali per questo articolo • ANSA