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Intimidazione a deputato Fi, Dda Reggio acquisisce inchiesta

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Di ANSA
Ipotesi é che episodio possa avere avuto una matrice mafiosa
Ipotesi é che episodio possa avere avuto una matrice mafiosa

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">REGGIO</span> <span class="caps">CALABRIA</span>, 08 <span class="caps">OTT</span> – È stata acquisita dalla<br /> Dda di Reggio Calabria l’inchiesta sull’intimidazione messa in<br /> atto lo scorso 25 agosto ai danni dell’allora candidato e<br /> deputato uscente di Forza Italia Francesco Cannizzaro, poi<br /> rieletto nelle elezioni del 25 settembre.<br /> Una persona non identificata, in quell’occasione, sparò tre<br /> colpi di pistola calibro 38 contro la vetrata delle sede della<br /> segreteria politica del parlamentare, che in quel momento stava<br /> partecipando ad una riunione insieme ad alcuni collaboratori.<br /> Due dei colpi restarono conficcati nella vetrata, che era<br /> rinforzata, mentre un terzo penetrò nei locali della segreteria,<br /> senza però raggiungere nessuno.<br /> Il passaggio del fascicolo alla Dda é stato disposto dal<br /> Procuratore della Repubblica, Giovanni Bombardieri, che sta<br /> coordinando l’inchiesta sull’intimidazione insieme ai sostituti<br /> procuratori Walter Ignazitto e Marco De Pasquale.<br /> Le indagini vengono condotte dalla Squadra mobile, diretta da<br /> Alfonso Iadevaia, sotto le direttive della Procura. Sono stati<br /> sentiti più volte lo stesso Francesco Cannizzaro e le persone<br /> che erano insieme a lui nel momento dell’intimidazione. Il<br /> parlamentare, in particolare, ha riferito di non sapersi<br /> spiegare i motivi dell’intimidazione.<br /> Grazie alle immagini della videosorveglianza, inoltre, é stato<br /> ricostruito il percorso seguito dalla persona che ha sparato. Il<br /> responsabile aveva un cappellino ed aveva il viso parzialmente<br /> coperto con una mascherina anti Covid ed ha utilizzato un<br /> monopattino per raggiungere e poi allontanarsi dal luogo<br /> dell’intimidazione, ubicato a breve distanza dalla sede del<br /> Consiglio regionale della Calabria.<br /> Secondo quanto si é appreso, la decisione di fare proseguire<br /> l’inchiesta alla Procura distrettuale sarebbe da collegare<br /> all’ipotesi che viene fatta da magistrati e investigatori<br /> secondo cui l’intimidazione potrebbe avrebbe avuto una matrice<br /> mafiosa. E che, quindi, l’esecutore potrebbe avere agito su<br /> mandato di qualche cosca di ‘ndrangheta. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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