A fuoco il ponte che collega la Crimea alla Russia, diversi morti

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Di euronews con Afp
Il ponte Kerch
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Sabato la Russia ha aperto un'inchiesta sull'esplosione che ha gravemente danneggiato il ponte principale che collega la Crimea annessa a Mosca alla terraferma, e che stando alle agenzie russe è stata causata dall'esplosione di un veicolo. Stando all'agenzia di stampa russa Tass, che cita la Commissione d'inchiesta, ci sono almeno tre morti.

Il comitato investigativo russo ha affermato di aver "aperto un'indagine", precisando che l'incendio si è propagato dopo "l'esplosione di un camion".

"Oggi alle 06:07 (03:07 Gmt) sulla parte stradale del ponte di Crimea (...) è avvenuta un'esplosione di un'autobomba, che ha dato fuoco a setteconvogli ferroviari diretti in Crimea", ha affermato il comitato, citato dalle agenzie russe.

"Due strade sono parzialmente crollate", ha precisato il Comitato antiterrorismo, pur precisando che l'arco del ponte non è stato interessato.

Il presidente dell'assemblea della Crimea, il parlamento regionale insediato da Mosca, Vladimir Konstantinov, ha denunciato un colpo messo a segno"dei vandali ucraini".

La Russia ha subito una serie di battute d'arresto militari dall'inizio di settembre, le sue truppe sono state costrette a ritirarsi sia nel nord-est che nel sud del Paese, in particolare nella regione di Kherson, al confine con la Crimea, di cui Putin rivendica l'annessione.

L'incendio sul ponte stradale e ferroviario ha costretto il traffico ferroviario e stradale a fermarsi.Tuttavia, è essenziale per il trasporto di persone e merci verso la penisola, ma anche per le truppe schierate in Ucraina. Inaugurato nel 2018, il ponte, che attraversa lo stretto di Kerch, è diventato il simbolo dell'annessione del 2014.

La Russia ha sempre sostenuto che il ponte non rappresenta un obiettivo bellico, nonostante i combattimenti in Ucraina, ma ha minacciato Kiev di rappresaglie se le forze ucraine avessero attaccato questa infrastruttura o altre in Crimea.Diverse esplosioni si sono verificate negli ultimi mesi presso installazioni militari russe nella penisola, probabilmente il risultato di operazioni militari ucraine, come quando la base militare di Djankoi è stata devastata ad agosto dall'esplosione di un deposito di munizioni.