Brasile, la dura sfida finale del ballottaggio tra Lula e Jair Bolsonaro

Elezioni presidenziali in Brasile
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Di Debora Gandini
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Il secondo turno si terrà il 30 ottobre. I brasiliani hanno altre quattro settimane per riflettere in un clima politico profondamente polarizzato e con rinnovati timori di disordini

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Il Brasile lacerato dalla crisi aspetta di affrontare il secondo turno delle presidenziali che potrebbe incidere ulteriormente sulla popolazione e sull’elettorato. Lula, il veterano della sinistra in cerca di un ritorno ai vertici, ha ottenuto il 48,4% dei voti contro il 43,2% di Jair Bolsonaro, il presidente di estrema destra.

Discorsi infuocati, accuse di frode e un Paese diviso in due parti politiche che sembrano inconciliabili. Per capire meglio cosa potrebbe accadere abbiamo parlato con un esperto di politica estera.

Andreza Aruska de Souza Santos, Direttrice del Programma di Studi Brasiliani presso l’Università di Oxford ci spiega che: "Invece di avere oppositori a questo punto vediamo che si sono due nemici politici. Questo sentimento aumenterà. Il secondo aspetto è che Bolsonaro ha eletto molti ex ministri e ha fatto un Congresso di estrema destra. Questo ha di fatto creato più sospetti tra i suoi seguaci che dicono che è strano che Bolsonaro con così tante persone al Congresso non sia riuscito a vincere al primo turno. Questo aspetto della frode elettorale sta guadagnando ancora più forza in Brasile".

Più del 90% dei voti si è concentrato sui due candidati, lasciando pochissimi margini di miglioramento.

"La probabilità che i voti di coloro che attualmente sono indecisi vadano ancora a Lula è forte ma ancora una volta Bolsonaro ha un numero elevato di persone che vota per lui senza dichiararlo. Quindi si potrebbe supporre che gli analisti di tutto il mondo dovranno davvero sedersi e guardare cosa accadrà perché diventa molto difficile dire chi vincerà queste elezioni ", prosegue Andreza Aruska de Souza Santos, Direttrice del Programma di Studi Brasiliani.

Il secondo turno si terrà il 30 ottobre. I brasiliani hanno altre quattro settimane per riflettere in un clima politico profondamente polarizzato e con rinnovati timori di disordini.

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