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All'Onu Biden attacca Putin: "Mai una guerra nucleare"

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Di Gioia Salvatori
Il presidente americano Joe Biden
Il presidente americano Joe Biden   -   Diritti d'autore  Evan Vucci/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved   -  

"Una guerra nucleare non si vince e mai deve essere dichiarata". Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden non usa mezzi termini nella sua risposta all'omologo russo Vladimir Putin arrivata in occasione del suo discorso alla 77esima assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. Al palazzo di vetro ha più volte ribadito il valore della Carta delle Nazioni Unite. "Un membro permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha invaso il suo vicino - ha detto Biden -  ha tentato di cancellare uno Stato sovrano dalla mappa", ha detto Biden. "La Russia ha violato spudoratamente i fondamentali della Carta delle Nazioni Unite, non meno importante è il chiaro divieto di prendere con la forza il territorio di un Paese vicino", ha continuato il presidente USA.

Biden fa appello a non utilizzare il dititto di veto al Consiglio di sicurezza Onu

Dal punto di vista statunitense, la Russia, così come la Cina, ha spesso abusato del diritto di veto di fronte a risoluzioni presentate dai membri occidentali del Consiglio. Quindi Joe Biden propone una riforma del Consiglio di Sicurezza: "I membri permanenti, compresi gli Stati Uniti, dovrebbero sostenere e tutelare in modo coerente la Carta delle Nazioni Unite e astenersi dal ricorso al diritto di veto, salvo in occasioni rare, straordinarie, per consentire al Consiglio di essere efficace e credibile", ha chiosato Biden, che ha annunciato la volontà degli Stati Uniti di essere "a favore dell'aumento del numero di rappresentati, permamenenti e non, nel Consiglio".

Biden in un discorso a tutto tondo ha detto chiaro di non volere conflitti né una nuova guerra fredda e ha auspicato una soluzione a due Stati per Israele e Palestina, stabilità per Taiwan e appoggio alle donne iraniane che in questi giorni protestano contro il regime. 

Un altro annuncio ha riguardato lo stanziamento di 2,9 miliardi di dollari in aiuti per la sicurezza alimentare nel mondo. "La crisi del potere d'acquisto si è scatenata, la fiducia si sta sgretolando, la disuguaglianza sta esplodendo, il nostro pianeta sta bruciando" e nonostante tutto questo, "siamo bloccati da una colossale disfunzione globale", ha affermato il presidente.

Le proteste in Iran intaccano l'agenda dell'Assemblea

Le manifestazioni che hanno portato all'uccisione di tre persone dopo la morte di Mahsa Amini in Iran hanno animato gli interventi nel terzo giorno della 77esima riunione dell'Assemblea generale dell'Onu. Il presidente iraniano Ebrahim Raissi si è difeso in un discorso di oltre 30 minuti, accusando l'Occidente di avere "due pesi e due misure" in materia di diritti delle donne.

Il presidente americano si è schierato invece "con i coraggiosi cittadini e le donne audaci dell'Iran, che proprio ora stanno dimostrando di voler mettere al sicuro i loro diritti fondamentali". A Teheran Biden ha rivolto la promessa che gli Stati Uniti si impegneranno nell'evitare che il Paese si doti di armi nucleari.

Il presidente Raissi ha assicurato che il suo Paese "non cerca di costruire o ottenere armi nucleari" e ha dubitato della sincerità del governo statunitense nel rilanciare l'accordo del 2015 che avrebbe dovuto garantire che la Repubblica islamica non potesse acquisire armi atomiche in cambio della revoca delle sanzioni sulla sua economia.