Dall'ippica al calcio: Elisabetta II, la monarca che amava lo sport

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Di Euronews
1968: la regina Elisabetta II incontrà Pelé allo stadio Maracanà di Rio de Janeiro, Brasile
1968: la regina Elisabetta II incontrà Pelé allo stadio Maracanà di Rio de Janeiro, Brasile   -   Diritti d'autore  AP/AP   -  

A soli ventun'anni, la Principessa Elisabetta era già un'appassionata spettatrice del Derby di Epsom.

Accompagnata dai genitori, Re Giorgio VI e l'allora Regina Elisabetta, la giovane reale assisteva alla vittoria di Pearl Diver nella prestigiosa corsa equestre.

Non era lì solo per dovere: l'ippica era la passione di tutta una vita.

 Royal Ascot divenne un appuntamento quasi fisso nella sua agenda, un evento che le piaceva da giovane principessa, fino alla fine del suo regno come regina.

"La Regina - spiega Lee Mottershead, senior writer del Racing Post - era fortemente coinvolta nell'ippica come allevatrice di cavalli da corsa, come proprietaria di cavalli da corsa e, in alcuni casi, anche come proprietaria dell'ippodromo, in quanto, in effetti, la Corona è proprietaria dell'ippodromo di Ascot. Ma in definitiva, più di ogni altra cosa, era un'appassionata di corse. Adorava questo sport"

C'era poi il sostegno al mondo del calcio. Nel 1968, a Rio De Janeiro, il leggendario stadio Maracana accolse un "incontro reale", quando la Regina Elisabetta II visitò l'impianto con il marito, il Principe Filippo, incontrando Pele, soprannominato all'epoca "Il Re del calcio".

Alla morte della regina, Pele ha ricordato quell'incontro, e la sua ammirazione per Elisabetta II.

"Le sue gesta hanno segnato generazioni", ha scritto su twitter. "Questa eredità durerà per sempre".

Due anni prima, la Regina aveva consegnato al capitano inglese Bobby Moore il trofeo Jules Rimet dopo che l'Inghilterra ebbe battuto la Germania nella finale della Coppa del Mondo.

I tributi del mondo dello sport si sono moltiplicati dopo la scomparsa di Sua Maestà la Regina. Giocatori e atleti del passato e del presente si sono uniti a club e associazioni sportive per piangere la morte del monarca più longevo della storia britannica