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Pescano in area protetta, scovati dopo post video su social

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Di ANSA
Alghero, ecologisti presentano esposto in Procura. Individuati
Alghero, ecologisti presentano esposto in Procura. Individuati

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">ALGHERO</span>, 29 <span class="caps">AGO</span> – Sono andati a pesca con tanto di<br /> fucile subacqueo in una caletta all’interno dell’area marina<br /> protetta di Capo Caccia, ad Alghero. Poi, dopo avere preso due<br /> grosse cernie hanno venduto il pescato ad un ristoratore del<br /> posto e hanno postato il video sui social dove la loro bravata è<br /> diventata virale con oltre 80mila visualizzazioni. Due giovani<br /> turisti della Penisola, in vacanza nel nord Sardegna, sono stati<br /> identificati grazie alle immagini su Tik Tok e Fb dalle forze<br /> dell’ordine che stanno concludendo le indagini per far scattare<br /> le denunce. Finirà probabilmente nei guai anche il ristoratore<br /> che ha acquistato il pesce non tracciato. La storia, raccontata<br /> oggi dalla Nuova Sardegna è stata ripresa dall’associazione<br /> ambientalista Gruppo di intervento giuridico (Grig) che ha<br /> inviato un esposto alla Procura di Sassari, Corpo forestale,<br /> Guardia costiera, Comune di Alghero e all’Azienda speciale di<br /> gestione del parco, parlando del video come di una vera e<br /> propria “autodenuncia”.<br /> E proprio dalle immagini postate sui social, le forze<br /> dell’ordine sono riuscite a risalire agli autori di questo<br /> ennesimo schiaffo alle bellezze naturali dell’Isola.<br /> “L’area marina di Porto Conte – Capo Caccia rientra nella zona<br /> di protezione speciale (Zps) e nel sito di importanza<br /> comunitaria (Sic). Rientra, infine, nel parco naturale regionale<br /> “Porto Conte” e nell’area marina protetta “Capo Caccia / Isola<br /> Piana” – ricorda il Grig – La pesca sportiva nelle aree marine<br /> protette è vietata e sanzionata penalmente, potrebbe integrare<br /> gli estremi del reato di furto aggravato ai danni dello Stato,<br /> nonché la violazione della disciplina regionale e regolamentare<br /> istitutiva e gestionale dell’Area marina protetta, mentre<br /> l’acquisto di proventi da reato può integrare gli estremi della<br /> ricettazione, oltre alle sanzioni inerenti gli aspetti<br /> commerciali e igienico-sanitari. La Sardegna non è terra e mare<br /> per beceri safari, chiunque se lo metta in testa una buona volta<br /> per tutte”, conclude il Grig. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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