"Coppia gay offesa agli scavi di Pompei",denuncia di Arcigay

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Di ANSA
Associazione segnala caso: responsabile un dipendente del Parco
Associazione segnala caso: responsabile un dipendente del Parco

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">NAPOLI</span>, 28 <span class="caps">AGO</span> – Offesi perché omosessuali<br /> all’ingresso del Parco archeologico di Pompei (Napoli). E’<br /> accaduto ad una coppia di ragazzi, che hanno segnalato subito<br /> l’accaduto ad Antonello Sannino, Segretario Antinoo Arcigay<br /> Napoli, che ha denunciato l’episodio su Facebook e sui media. “Un dipendente del parco (o forse una guida, ma comunque<br /> fornita di distintivo identificativo) – racconta Sannino – in un<br /> confronto con altri dipendenti, avrebbe detto ad un collega,<br /> testualmente: ‘prepariamoci arriva una nave di ricchioni’,<br /> facendo riferimento ai turisti in arrivo a Pompei da una<br /> crociera gay friendly, ferma nel porto di Napoli. Alla richiesta<br /> di scuse da parte dei due ragazzi, la persona di cui sopra si è<br /> rifiutata sostenendo” che è una usanza locale utilizzare questa<br /> definizione. Fin qui la cronaca di quanto sarebbe accaduto. “Non è accettabile – commenta Sannino – che in un luogo<br /> simbolo dell’arte e della cultura italiana nel mondo, il parco<br /> archeologico dell’antica città di Pompei, una dipendente possa<br /> comportarsi in questo modo incivile e non professionale. La<br /> nostra associazione, ‘Pride Vesuvio Rainbow’, nel fornire piena<br /> assistenza e solidarietà ai due ragazzi vittime di questo<br /> increscioso episodio, si è già attivata per avere un incontro<br /> con la Sovrintendenza del parco archeologico di Pompei, al fine<br /> di confrontarsi sull’accaduto, e soprattutto perché siano<br /> adottati provvedimenti e misure affinché quanto successo non<br /> debba più ripersi in futuro. L’episodio ci spinge anche a<br /> sollecitare la Regione Campania nel porre a pieno regime la<br /> legge regionale contro l’omotransfobia, a partire dalla<br /> costituzione dell’Osservatorio regionale contro i crimini d’odio<br /> legati all’orientamento sessuale e all’identità di genere,<br /> previsto dalla legge e non ancora operativo”. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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