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La difficile strada della distensione tra Serbia e Kosovo

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Di Paolo Alberto Valenti  & ansa
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Kurti e Stoltemberg a Bruxelles
Kurti e Stoltemberg a Bruxelles   -   Diritti d'autore  NATO / POOL/Anadolu Ajansı

Bruxelles non nasconde preoccupazione dopo il fallimento dei colloqui per disinnescare la tensione tra Serbia e Kosovo. L'incontro svoltosi nella capitale belga, sotto la mediazione europea, non ha prodotto alcun progresso significativo sulla decisione del Kosovo di vietare i libretti di circolazione e le targhe serbe sul proprio territorio. Questa misura entrerà in vigore il 1 settembre quindi con un mese di ritardo rispetto a quanto era stato stabilito.

L'allarme di  Josep Borrell

"Tutto questo accade in un momento critico per l'Europa. Osserviamo il ritorno della guerra nel nostro continente. Dopo l'invasione russa dell'Ucraina, stiamo affrontando una congiuntura drammatica e molto pericolosa per il nostro continente. Non è questo il momento di esacerbare le tensioni, piuttosto bisogna cercare delle soluzioni":  ha dichiarato l'alto rappresentante della diplomazia europea  Borrell che pure dopo l'incontro tra il presidente serbo Vucic e il premier kosovaro Kurti ha avuto modo di aggiungere... "Non abbiamo raggiunto un accordo, ma non è la fine, le discussioni riprenderanno nei prossimi giorni: noi non molliamo, abbiamo bisogno di soluzioni". 

Il silenzio di Belgrado

Il presidente serbo Aleksandar Vucic non ha rilasciato dichiarazioni sull'esito del suo incontro a Bruxelles con il premier kosovaro Albin Kurti. Lo ha detto Petar Petkovic, capo dell'Ufficio governativo serbo per il Kosovo, al termine dei colloqui durati cinque ore in presenza dei mediatori europei (oltre all'Alto rappresentante Ue per la politica estera Borrell anche l'inviato speciale per i Balcani occidentali Miroslav Lajcak). "Pensavamo che fosse possibile raggiungere un compromesso. Nessuno della nostra delegazione parlerà", ha detto Petkovic, che ha preso parte al negoziato. La delegazione serba, ha aggiunto, ha sostenuto la sua posizione a garanzia della pace, della stabilità e di una soluzione di compromesso. Il presidente Vucic si pronuncerà sui colloqui al suo ritorno a Belgrado - ha aggiunto Petkovic. La sessione negoziale a Bruxelles si è svolta con due incontri trilaterali fra Vucic, Kurti e i mediatori Ue, preceduti entrambi da colloqui separati che Borrell e Lajcak hanno avuto con il presidente serbo e il premier kosovaro.

Il ruolo della NATO

A Bruxelles il Segretario generale della NATO Jens Stoltenberg aveva ammonito i leader serbo e kossovaro  sui pericoli di una retorica incendiaria in cui entrambe le parti hanno sollevato lo spettro di un nuovo conflitto nei Balcani.  Sono 3.700 i militari della NATO e dei paesi alleati dispiegati in Kosovo per garantire la libertà di movimento a tutte le comunità che vivono in quei territori, ma le crescenti tensioni rendono sempre più difficile questo compito. Paesi come Spagna, Russia, Cina e India non hanno ancora riconosciuto l'autoproclamata indipendenza del Kosovo.