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La voce degli attivisti: " Un accordo solido per salvare mari e biodiversità"

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Di Debora Gandini
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Oceani e biodiversità
Oceani e biodiversità   -   Diritti d'autore  Michael Dwyer/Copyright 2018 The Associated Press. All rights reserved.

Uno slogan luminoso vicino al ponte di Brooklyn per richiamare l’attenzione sull’importanza della difesa dei mari. Così gli attivisti hanno fatto sentire la loro richiesta a New York dove sono in corso i negoziati finali per un Trattato sull’Oceano Globale.

Per due settimane gli stati membri delle Nazioni Unite saranno impegnati in un vertice che si concluderà il 26 agosto. 50 paesi si sono impegnati a realizzare un accordo ambizioso per proteggere un patrimonio sempre più minacciato dalla crisi climatica.

Miguel de Serpa Soares, Sottosegretario Generale per gli Affari Legali e Consulente Legale delle Nazioni Unite ha sottolineato che "Il terribile stato in cui versano gli oceani fa capire chiaramente che bisogna agire adesso. Questo è il modo migliore per dimostrare che siamo determinati a finalizzare un accordo solido Un accordo che possa garantire la conservazione e l'uso sostenibile della diversità biologica marina anche negli spazi più grandi dell'oceano".

Oceani protetti entri il 2030

Due terzi degli oceani del mondo sono attualmente considerati acque internazionali. Questo significa che tutti i Paesi hanno il diritto di pescare e fare ricerca**. Attualmente solo l’1,2% di mari e oceani sono protetti,** dunque la maggior parte delle acque è esposta alla pesca intensiva o al traffico marittimo. Il Trattato sugli Oceani è fondamentale per arrivare all’obiettivo di avere almeno il 30% degli oceani protetti entro il 2030.

"Una volta adottato un nuovo Trattato potremo iniziare a lavorare per implementarlo, ha fatto notare John Hocevar, direttore della campagna di Ocean per Greenpeace USA. La vera sfida è riuscire ad assicurarci una rete di santuari oceanici per ridare vigore alle specie in via di estinzione, proteggere la biodiversità e dare ai nostri oceani una possibilità per sopravvivere a fattori come il cambiamento climatico, l'inquinamento da plastica e la pesca".

Diritti d'autore Photo by Denis Loctier, euronews
La plastica negli oceaniDiritti d'autore Photo by Denis Loctier, euronews

Per Awa Traore di Greenpeace Africa “i governi stanno discutendo di questo trattato da due decenni. In questo lasso di tempo, gli oceani hanno perso moltissimo e le comunità che fanno affidamento sulle risorse oceaniche stanno lottando. Qui in Africa occidentale, abbiamo già visto stock ittici gravemente impoveriti da pescherecci industriali, spesso provenienti dall’Europa, e questo sta già danneggiando i mezzi di sussistenza e la sicurezza alimentare in tutta la regione."

Secondo gli ultimi dati tra il 10% e il 15% delle specie marine sono già a rischio di estinzione. Per gli attivisti e le organizzazioni ecologiste solo un Trattato solido potrà salvare i nostri oceani.