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Afghanistan, i talebani festeggiano il primo anniversario dal ritorno al potere

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Di Euronews
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AP Photo   -   Diritti d'autore  Ebrahim Noroozi/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved.

I talebani sono scesi nelle strade di Kabul per celebrare il primo anniversario del ritorno al potere in Afghanistan.

Una festa nazionale ha segnato i primi 12 mesi di governo nel mezzo dell'attuale crisi economica: hanno cantato slogan di vittoria e posato per i selfie accanto all'ambasciata americana.

Ancora vive le immagini di folle che assaltavano l'aeroporto e si arrampicavano a ridosso di un aereo in partenza lungo la pista, andate in onda sui notiziari in tutto il mondo.

"Siamo molto felici di aver sconfitto l'America - dice Zarghun Ammar, che lavora per i servizi di Intelligence - tutti sono molto felici.

Il mio messaggio è per le persone che sono fuggite all'estero: medici e ingegneri, che lavoravano per il governo precedente e che dovrebbero tornare nel loro Paese, per loro sono aperte le braccia dell'Emirato islamico, ne abbiamo bisogno".

Ebrahim Noroozi/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved.
AP PhotoEbrahim Noroozi/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved.

"Sono molto felice - afferma invece Aminullah Saiful Omar, militare - di essere venuto con i miei amici per celebrare l'indipendenza e la sconfitta degli americani e dei loro schiavi.

Tutti sono qui e sono felici nel celebrare la nostra indipendenza davanti all'ambasciata americana, sono così felice che non riesco nemmeno ad esprimermi correttamente".

Tuttavia, per gli afgani comuni, in particolare le donne, le difficoltà sono aumentate, questo ospedale pediatrico ha risorse e forniture mediche insufficienti: con una capacità di appena 300 pazienti, quasi il doppio è stipato nei letti.

I talebani rimangono isolati a livello internazionale e in gran parte esclusi dal flusso di aiuti: un nuovo rapporto delle Nazioni Unite avverte che la continua siccità e il cattivo raccolto, così come l'inflazione, minacciano di aumentare la povertà e la fame, che già affliggono almeno la metà della popolazione.