Mafia:Caselli,fu Ros a chiedere di non perquisire covo Riina

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Di ANSA
Ex procuratore replica a capitano Ultimo su sentenza trattativa
Ex procuratore replica a capitano Ultimo su sentenza trattativa

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">PALERMO</span>, 12 <span class="caps">AGO</span> – La mancata perquisizione del covo<br /> di Riina, subito dopo il suo arresto avvenuto il 15 gennaio<br /> 1993, fu chiesta dai vertici del Ros alla Procura di Palermo<br /> “allo scopo di permettere lo sviluppo di indagini coperte sui<br /> soggetti che assicuravano protezione al boss”. Lo puntualizza in<br /> una nota l’ex procuratore di Palermo Giancarlo Caselli,<br /> replicando alle dichiarazioni del colonnello Sergio De Caprio,<br /> conosciuto con il nome in codice di “Capitano Ultimo”,<br /> l’ufficiale che arrestò Riina, che ieri aveva dichiarato<br /> all’<span class="caps">ANSA</span> che la decisione di non perquisire la villa “era stata<br /> presa dalla Procura, non certo dai carabinieri”. “Segnalo che in un memoriale pubblicato dal quotidiano “Il<br /> Riformista” il 26 ottobre 2021, a firma del generale Mario Mori,<br /> comandante del Ros all’epoca dei fatti – scrive Caselli -, si<br /> legge che la decisione di non perquisire subito era stata<br /> prospettata dal capitano Sergio de Caprio e da lui sostenuta.<br /> Ciò allo scopo di permettere lo sviluppo di indagini coperte sui<br /> soggetti che assicuravano protezione al Riina. Come del resto<br /> già sostenuto in un documento ufficiale del Ros indirizzato<br /> all’epoca dei fatti alla procura di Palermo, nel quale si<br /> spiegava che il rinvio della perquisizione era stato necessario<br /> per evitare ogni intervento immediato o comunque affrettato e<br /> per non pregiudicare ulteriori acquisizioni che dovevano<br /> consentire di disarticolare la struttura economica e quella<br /> operativa facente capo a Riina”. Le dichiarazioni di “Ultimo” si collegavano alla motivazione<br /> della sentenza riguardante il processo sulla cosiddetta<br /> trattativa, nella quale i giudici della Corte d’assise d’appello<br /> scrivono che gli ufficiali del Ros, tutti assolti, con la<br /> mancata perquisizione della abitazione di Riina intendevano<br /> lanciare un “segnale di disponibilità” al dialogo alla<br /> componente moderata non stragista di Cosa nostra. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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