La moglie di Alika, 'Ferlazzo non è matto, voleva uccidere'

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Di ANSA
Appello di Charity, 'non dormo più, non lasciatemi sola'
Appello di Charity, 'non dormo più, non lasciatemi sola'

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">ANCONA</span>, 04 <span class="caps">AGO</span> – “Non lasciatemi sola”: lo<br /> chiede, attraverso l’<span class="caps">ANSA</span>, Charity Oriakhi, la moglie di Alika<br /> Ogochukwu, l’ambulante nigeriano di 39 anni ucciso di botte, lo<br /> scorso venerdì 29 luglio, a Civitanova Marche dal 32enne<br /> salernitano Filippo Ferlazzo dopo che Alika aveva chiesto<br /> l’elemosina. Charity è una donna distrutta che non si rassegna<br /> alla morte di suo marito e come un mantra ripete: “Voglio<br /> giustizia”. Le poche lacrime rimaste le solcano il viso e si<br /> mescolano al sudore, gli occhi a volte si perdono nel vuoto<br /> della piccola stanza dove fa un caldo infernale. “Non dormo dal<br /> giorno in cui Alika è stato ucciso, mio figlio Emmanuel non si<br /> dà pace e chiede sempre di papà”, racconta con un filo di voce.<br /> Per poi alzare il tono quando deve sottolineare che “quel<br /> Filippo non è matto, è sano e ha voluto uccidere mio marito”.<br /> (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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